Casteggio, la scelta di Callegari «Punto al quarto mandato»

di Roberto Lodigiani wCASTEGGIO Chi punta a Palazzo Carena dovrà fare ancora i conti con Lorenzo Callegari. Il sindaco uscente, a lungo tentato dall'idea di rinunciare alla corsa a un nuovo mandato (sarebbe il quarto della serie, dopo i primi due tra il 1995 e il 2004, e il terzo conquistato con il successo del 2009), ha sciolto le ultime riserve e deciso di ricandidarsi. Con lui, in una lista civica senza precise connotazioni politiche ma che si collocherà nell'area del centro destra, dovrebbero ripresentarsi al completo la squadra di assessori (il vice Andrea Mussi, Andrea Tagliani, Anna Raffinetti, Michele Rossetti e Lorenzo Vigo) e i componenti del gruppo consiliare di maggioranza. Il condizionale è legato all'incertezza legislativa sulla composizione numerica sia del prossimo esecutivo, che potrebbe scendere da 5 a 4 membri (primo cittadino escluso), sia dell'assemblea (dagli attuali 18 a 12). Cinque anni fa, Callegari, classe 1948 (è nato il 10 agosto), medico con specializzazione in oculistica, vinse con il 55,2% dei voti, contro il 37,3 dell'ex assessore Marco Bottazzi (Progetto futuro) e il 7,5 di Ettore Albani (Solo per Casteggio). Sindaco Callegari, che cosa l'ha convinta a questo passo? «Ho fatto una riflessione con i miei collaboratori e sostenitori. Tra le componenti che mi hanno indotto a propendere per il sì, c'è sicuramente il buon lavoro svolto per il risanamento delle finanze comunali. In una fase di estrema difficoltà per gli enti locali, penalizzati dai tagli sempre più consistenti ai trasferimenti statali, siamo riusciti a migliorare una serie di voci significative del bilancio. Un successo che anche voci dell'opposizione ci riconoscono». Un'amministrazione virtuosa, dunque? «Di certo abbiamo fatto di tutto per contribuire a una corretta gestione della cosa pubblica. Un solo esempio: nessuno di noi si è mai sognato di usare il cellulare del Comune o di farsi rimborsare le spese». Il sogno nel cassetto in caso di riconferma alle urne? «Il recupero di Palazzo Battanoli. Serve un milione e mezzo di euro. Parecchio, ma non una somma astronomica. Con l'aiuto di fondazioni private potremmo farcela». Per quale utilizzo? «Enoteca e ristorante tipico al piano terra, location per visitatori con disabilità al primo piano; poi la biblioteca e il museo, ora alla Certosa Cantù. C'è già un progetto, guardiamo all'Expo e a garantire capacità ricettive che al momento nessuno in Oltrepo è in grado di sostenere». La accusano di essere un uomo nel passato. «E' vero e sono orgoglioso di esserlo, anche perchè ho vissuto in anni più felici sia dal punto di vista politico che della situazione economica. Ma io, come si sa, alle quote giovani o rosa preferisco quelle intelligenti». (ha collaborato Simone Delù) ©RIPRODUZIONE RISERVATA