Apolf paga, l'ex dirigente ha rinunciato al processo

PAVIA Si è chiusa la causa di lavoro che vedeva contrapposti l'ex direttore generale, Enrico Scotti, ad Apolf, l'agenzia provinciale per l'orientamento, il lavoro e la formazione. Scotti era il dirigente licenziato dopo la scoperta che non era in possesso della laurea che, invece, risultava dal suo cu5rriculum. Le due parti hanno trovato un accordo prima che si arrivasse a una sentenza. Era stato lo stesso giudice, nelle scorse settimane, a indicare alle parti questa possibilità. Apolf ha versato dei soldi a Scotti che, in cambio, ha rinunciato alle pretese avanzate nel processo. La cifra non è definibile. Indiscrezioni avevano parlato di un accordo a 40mila euro, mentre ieri fonti di palazzo Mezzabarba riferivano di 10mila euro. Inutile interpellare Scotti: «Mi spiace – ha commentato ieri – ma sono vincolato a una clausola di riservatezza e non posso dire nulla su questo processo». A sollecitare informazioni più dettagliate, nel frattempo, è stato il consigliere comunale Walter Veltri, che ha depositato una richiesta in questo senso. I soldi con i quali l'agenzia funziona, infatti, arrivano per il 70 per cento dal Comune e per il 30 per cento dalla Provincia, anche se Apolf ha una propria autonomia finanziaria ed era la parte processuale nella controversia per il lavoro. Il difensore di Scotti aveva contestato al Consiglio di amministrazione di Apolf il modo in cui si era chiuso il rapporto di lavoro. Il dirigente era stato "revocato" dall'incarico, verbalmente, nel corso di una seduta del Cda, il 23 aprile 2013. Aveva poi ricevuto una lettera con la contestazione degli addebiti che portavano alla risoluzione del contratto il 21 giugno 2013, due mesi dopo. La motivazione fu il venire meno del rapporto di fiducia. Ma il difensore di Scotti ha contestato il metodo seguito per il licenziamento. Il Cda avrebbe dovuto dare un preavviso per consentire al dirigente di difendersi dalle accuse.(f.m.)