Finanziamento ai partiti, decreto a rischio

ROMA Corsa contro il tempo per l'approvazione di otto decreti legge. Il Parlamento deve riuscire ad approvare entro il 28 febbraio ben cinque provvedimenti, che altrimenti rischiano di decadere. Altri tre poi dovranno incassare il via libera per fine marzo. Un percorso diventato a ostacoli a causa della crisi di governo, che ha rallentato i tempi dell'esame e reso impossibile utilizzare l'arma della fiducia. A correre i pericoli maggiori sono il pacchetto di misure Destinazione Italia, quello su Roma capitale e le norme che riscrivono il finanziamento dei partiti. Se infatti il dl carceri potrebbe incassare il via libera già oggi dal Senato e quello Milleproroghe passare a Palazzo Madama, per l'ultima lettura, blindato da un accordo fra le forze politiche che dovrebbe garantirne la conversione, tra critiche di merito, tensioni politiche e tempi strettissimi gli altri provvedimenti camminano sul filo. Il cammino del Milleproroghe, dopo la rinuncia all'ostruzionismo di M5S e Lega, dopo il via libera della Camera, dovrebbe essere approvato senza problemi dal Senato. All'interno anche la proroga degli sfratti fino al 31 dicembre 2014. Destinazione Italia, che contiene misure molto variegate, deve essere approvato dal Senato entro questo venerdì e dunque il nodo oltre che di calendario è politico. L'obiettivo infatti può essere raggiunto a patto di non modificarlo ulteriormente rispetto al testo arrivato dalla Camera. Una strada che non convince molti, anche dentro il Pd. Altro provvedimento dall'esito incerto, il dl Salva Roma bis, sul quale si appuntano le critiche di Scelta civica. Qui è in ballo il destino finanziario della capitale e non a caso l'Esecutivo è sceso in campo per cercare di blindarne l'esame. Poi c'è un tema che intreccia da molto vicino gli interessi delle forze politiche: si tratta delle norme che rivedono, riducendolo progressivamente, il finanziamento dei partiti. Nonostante le numerose incertezze, secondo quanto viene riferito, il provvedimento oggi dovrebbe cominciare il suo iter in commissione alla Camera. Un passo in avanti che però, viene evidenziato, non garantisce affatto che il testo arrivi a vedere la luce. Il verdetto sarà mercoledì 26 febbraio, quando le nuove norme se non saranno convertite in legge diventeranno carta straccia. Per altri tre provvedimenti, missioni internazionali, scatti stipendiali dei professori e rientro dei capitali, i tempi invece sono più lunghi: le scadenze vanno da metà a fine marzo.