Nuova strage di cristiani, 60 morti
Cristiani ancora sotto tiro in Nigeria nell'ennesima strage che ha insanguinato il sempre più incontrollabile nord-est del Paese. Almeno una sessantina di persone - secondo una prima ricostruzione - sono state uccise la notte scorsa nel corso di un massiccio attacco degli islamisti di Boko Haram, che hanno incendiato le case e devastato l'intero villaggio di Izghe, nello stato di Borno. Sono arrivati di sera, hanno raccontato gli scampati, a bordo di camion e moto, travestiti da militari. Hanno costretto gli uomini a radunarsi in un'area del villaggio e li hanno massacrati a colpi d'arma da fuoco e con coltelli e machete, al grido di "Allah è grande". Poi hanno setacciato le abitazioni alla ricerca di chi si era nascosto, hanno saccheggiato magazzini e depositi di generi alimentari e sono fuggiti nella boscaglia. Tra le vittime del massacro anche musulmani moderati. «Secondo le ultime informazioni di cui dispongo sono state uccise più di 60 persone», ha detto Maina Ularamo, responsabile regionale dell'area, subito prima di andare a Maiduguri, capitale dello Stato di Borno, per valutare il da farsi dopo le violenze sistematiche nella zona. Nessuna resistenza, nemmeno un poliziotto o un soldato nel villaggio, nonostante gli ultimi giorni siano stati scanditi da eccidi e decine di morti in tutta l'area. E nonostante la guerra dichiarata dal presidente cristiano Goodluck Jonathan a Boko Haram e la costituzione di milizie armate di autodifesa, formate anche da musulmani moderati, da affiancare alle forze di sicurezza. Secondo alcune fonti, il massacro è stata la reazione a una serie di bombardamenti aerei da parte delle forze nigeriane contro postazioni degli estremisti islamici non lontano da Izghe, verso il confine con il Camerun.