Mette in fuga i rapinatori con il bastone

Intanto proseguono le indagini sulla brutale rapina che era stata messa a segno, circa un mese fa, ai danni dei titolari del bar Lanterna di Pavia, in via San Giovannino. Gli agenti della squadra mobile stanno seguendo una traccia che potrebbe a portare ad una gang di banditi arrivati dall'est Europa. Quella del bar Lanterna era stata l'ultima rapina messa a segno di notte con i banditi entrati in casa. I titolari del locale e un amico erano stati picchiati, legati e imbavagliati. I banditi erano fuggiti con un bottino di circa centomila euro. Veri professionisti dei colpi notturni che hanno agito con grande freddezza e determinazione, oltre che una grande dose di cattiveria. Banditi diversi quelli che, la scorsa notte, sono entrati nell'abitazione di Luigi Penna. Banditi che non se la sono sentita di rischiare di fronte alla reazione del pensionato e alle urla della moglie. di Adriano Agatti wVALLE SALIMBENE Si è trovato di fronte i rapinatori di notte in camera da letto, uno era armato di pistola. Luigi Penna, un pensionato di 76 anni che abita in via Valle, non si è spaventato di fronte a quei tre uomini incappucciati che hanno anche cercato infilare un calzino in bocca alla moglie per impedirle di urlare. Così li ha minacciati con un bastone. I banditi si sono spaventati di fronte alla reazione e sono fuggiti a piedi. Lui, non soddisfatto, è salito sul balcone imbracciando il fucile carico. Ma non ha premuto il grilletto. E' fallito così un drammatico tentativo di rapina avvenuto, la scorsa notte, alle porte di Valle Salimbene. Ecco la ricostruzione. Sono le tre della scorsa notte: Luigi Penna e la moglie Luigia Fietta di 73 anni stanno dormendo in camera da letto. Tre scassinatori sono entrati nel cortile del palazzo e, dalla parte posteriore dell'edificio, hanno forzato la finestra della cucina dell'appartamento al primo piano. Sono entrati in casa e hanno fatto irruzione in camera da letto. «Ci siamo svegliati - spiega Luigi Penna – perchè ci hanno puntato in faccia le luci di tre pile. Erano tre uomini, tutti incappucciati e vestiti completamente di nero. Uno mi ha messo le mani in faccia e mi ha spinto indietro mentre un complice ha cercato di infilare un calzino in bocca a mia moglie per non farla urlare». «Dateci i soldi – ha ordinato uno dei rapinatori in un italiano stentato – e diteci subito dove si trova la cassaforte. State zitti e non vi succederà niente». Uno dei banditi ha fatto il giro della casa con una torcia alla caccia della cassaforte. Luigi Penna ha visto la moglie in difficoltà e ha reagito. Ha impugnato un bastone e l'ha «puntato» contro i banditi. «Se non ve ne andate – ha detto con rabbia – almeno uno di voi lo ammazzo». A questo punto un bandito ha alzato la pistola e l'ha puntata contro il pensionato. Luigia Fietta si è messa a urlare e i tre banditi hanno preferito non rischiare. Sono fuggiti a mani vuote, sono usciti dalla finestra e si sono calati nel cortile. Poi si sono allontanati. «Sono un cacciatore – conclude – e ho subito preso il mio fucile da caccia. Sono salito sul balcone, volevo vederli mentre scappavano. Ma erano già lontani». I padroni di casa hanno subito lanciato l'allarme con una telefonata al 112 della sala operativa dei carabinieri. In pochi minuti a Valle Salimbene sono arrivate due pattuglie dei militari che si sono messi alla caccia dei rapinatori. Ma è stato inutile perchè non c'erano indizi. Nessuno, tra l'altro, ha visto l'auto usata per la fuga. «Ci siamo spaventati moltissimo – conclude il pensionato – ma non ho avuto paura. Ho reagito seguendo l'istinto e, per fortuna, non è successo niente di grave».