Minorenni molestate con volantini e foto I casi a San Martino
di Maria Grazia Piccaluga wSAN MARTINO Due minorenni nel mirino dei bulli. Due storie diverse, di adolescenza fragile. Il primo. Uno scatto rubato,la foto sviluppata su fogli A4 e i volantini casalinghi affissi, con il nastro adesivo, in alcune zone del paese. Al centro campeggiava la foto di una ragazza, poco più che tredicenne. Un manifesto stile wanted. E qualche frase che alla ragazza e ai suoi genitori proprio non è andata giù. E' accaduto un paio di settimane fa, i manifesti sono rimasti appesi un paio di giorni, giusto il tempo di andarli a strappare uno ad uno da pali della luce e muri. E di far partire una denuncia. Perché quello che è accaduto, secondo la famiglia dell'adolescente che frequenta la terza media, non può essere liquidato come un semplice scherzo. Una forma di bullismo, non cyber ma cartaceo, «non per questo però meno insidioso. La modalità è simile, forse addirittura anche più intenzionale di quella delle foto pubblicate sui social network o nei gruppi sugli smartphone» riflette lo psicologo Simone Feder che con casi di disagio giovanile si trova ad avere a che fare quasi ogni giorno. Il viso dell'adolescente sbattuto sui manifesti, alla berlina di chi passava nei pressi della scuola media e del centro sportivo. Additata poi per il paese da chi la riconosceva. Inaccettabile per la famiglia che si è subito rivolta a un avvocato. Del caso si starebbe occupando anche la Questura di Pavia. Tanti incontri, durante l'anno, nelle classi su legalità, bullismo, sulle insidie legate a Internet. E sembra che in una classe, accennando a questo e ad altri episodi, sia serpeggiato un mormorio generale. Sguardi bassi, imbarazzati. «Dilaga tra i giovani un malessere generale, una grande fragilità – spiega Feder – ma anche un'incapacità da parte dei genitori di gestire i propri figli e la loro attività sulla Rete. E i ragazzi sanno cosa è lecito pubblicare o scaricare? Hanno tutti uno smartphone, basta un click e si condivide qualsiasi cosa. Anche il rischio di commettere un reato. Ma la maggior parte dei giovani non se ne rende conto». E' accaduto anche questo a un'altra studentessa di prima media di San Martino. La storia sta circolando. Sembra che la ragazza abbia inviato una foto intima al fidanzato. Poi i due si sarebbero lasciati e, non si sa bene come, la foto sarebbe arrivata sul telefono di un amico di lui. E da lì poi sarebbe stata inviata a un gruppo. E sono in aumento i casi di liti tra ragazze filmate da spettatori che non intervengono. «I ragazzi di oggi sono in possesso di uno strumento che va al di là delle loro corde – dice un'insegnante – . Il telefono in tasca, che si collega a Internet in un istante spalancando loro le porte su un mondo non sempre controllabile. E soprattutto non sempre sono consapevoli dei danni che possono arrecare».