La storia di Mimmo Danza dalle rapine all'autobiografia
di Carlo Gobbi wVOGHERA «La mia vita... una scelta sbagliata». Ecco il titolo del libro che sta scrivendo Isidoro Danza, per gli amici Mimmo, classe 1952. Fra qualche mese tornerà a tutti gli effetti un uomo libero: dopo il carcere, è in libertà in affidamento ai servizi sociali. «Esco di casa per lavorare, posso anche chiedere un permesso di un'ora in più alla sera», dice Mimmo. Qualche anno fa, appunto, la «scelta sbagliata»: «La maledetta crisi che sta attanagliando il nostro Paese aveva colpito anche me, avevo problemi economici per la mia attività ed a quel punto ci fu una fase negativa della mia vita, che ha pesato moltissimo sulla mia famiglia, la mia persona, il lavoro». Nove rapine in banca, fino all'arresto ed alla condanna. «Il carcere l'ho vissuto come un'esperienza che mi ha arricchito – ricorda Mimmo – A livello umano, sia con i detenuti sia con gli agenti di polizia penitenziaria ho sempre avuto ottimi rapporti: lavoravo, rispettavo tutti, ero rispettato da tutti. Ricordo un episodio che mi commosse: i miei compagni di cella mi prepararono una torta per il mio compleanno, fu una sorpresa che mi colpì tantissimo». Isidoro Danza adesso lavora come artigiano e si sta ricostruendo una vita (in questi giorni sta traslocando nella sua nuova casa). Fra i suoi progetti, appunto, un libro e la voglia di continuare a coltivare l'amore per la musica. In carcere ha scritto anche delle poesie: «Ho avuto modo di riflettere sulla mia vita, su tante decisioni e valutazioni. La musica è stata sempre la mia passione, dopo le medie volevo fare il conservatorio. Il mio carattere è così, se faccio una cosa la voglio fare bene: invece del conservatorio, andai subito a lavorare». Mimmo sa già cosa fare per festeggiare la riottenuta libertà: «E' vero, sarà andare a sentire un concerto degli amici della RondoBand». Il pensiero però torna a via Prati Nuovi: «Sono stato in celle con 14-15 persone, il sovraffollamento è il principale problema. Personalmente potrei testimoniare su decine di episodi di generosità, d'amore, di umanità, di cui sono capaci i detenuti, però le condizioni di vita, credetemi, sono davvero difficili».