Derthona fa da sè Pronto il progetto per il nuovo Camagna

TORTONA Costruire un nuovo palazzetto per la prossima stagione non si può, ma si può allargate il Camagna. E il Derthona basket ha già presentato il progetto in Comune. Presto potrebbe arrivare una novità che eviterebbe ai tifosi, in caso di successo nel presente campionato, di dovere andare fuori città a seguire il Derthona. In caso di salto di categoria infatti i bianconeri non potrebbero più giocare al Camagna che non è omologato per la Lega Silver (l'ex B1 che probabilmente l'anno prossimo cambierà ancora nome) dal momento che viene richiesto un minimo di mille posti per il palazzetto sede delle gare interne. Ora però una svolta pare prossima, perchè è stato presentato in Comune un progetto elaborato dalla stessa società, secondo cui sarebbe ipotizzabile una ristrutturazione del Camagna, che attualmente ospita due palestre, articolando la struttura su un solo parquet. Le spese sarebbero a carico della società o degli sponsor, Orsi e Ghisolfi. Le modalità saranno illustrate la settimana prossima in sede di commissione lavori pubblici, ma la fattibilità pare concreta, come conferma il sindaco Massimo Berutti: «Non ho ancora visionato i dettagli del progetto, ma i tecnici comunali mi hanno detto che è fattibile. Sarebbe un'opportunità per mantenere in città uno sport amato, con una società seria e solida alle spalle. La ristrutturazione non avrebbe oneri particolari per il Comune e permetterebbe anche di mantenere il palazzetto in centro città, in una struttura efficiente e con ampi parcheggi nelle vicinanze, senza intaccare le opportunità di lavoro per l'indotto. Saranno la commissione e il consiglio comunale a esprimersi». Ora si tratta di fare in fretta. Sarebbe infatti un peccato se dopo i grandi risultati che sono stati accumulati finora e le ottime prospettive per l'esito della stagione, oltre alla solida base societaria alle spalle che certamente non farebbe di un'eventuale promozione un'avventura da toccata e fuga, il Derthona basket dovesse rinunciare alle ambizioni, non per risultati sportivi ma per necessità obiettiva. Così come sarebbe un vero peccato rinunciare al supporto di un pubblico da sempre molto numeroso e appassionato e che quest'anno sta rinfocolando la passione trainato dal risultato, attirando anche tanti giovani. Per il futuro, scartando a priori l'ipotesi che l'ente pubblico possa sostenere la costruzione di una nuova struttura e anche l'eventualità dell'intervento di privati della grande distribuzione che nei mesi scorsi avevano ipotizzato la costruzione di un'area commerciale con annessi servizi per lo sport. Stefano Brocchetti