«Agricoltori, una risorsa»
PAVIA Un imprenditore agricolo pavese ai vertici regionali della Confederazione italiana agricoltori. Determinante per il rilancio dell'economia reale e fondamentale per uno sviluppo equilibrato e sostenibile. E' il concetto di agricoltura cui s'ispirano le linee programmatiche di Giovanni Daghetta, eletto la scorsa settimana presidente della Cia lombarda. L'agricoltore originario di Robbio, con azienda agricola a Garlasco, tratteggia i concetti chiave su cui verterà il suo mandato. Grande esperienza sul fronte della risicoltura, ma non solo. una stirma nei suoi cinfronti che suoera i confini della sua organizzazione professionale. Idee in campo per un settore che sta attraversando un lungo momento di transizione. Lotta alla buricrazia e nuovi sostegni al lavoro agricolo, tra i punti forti del programma del presidente Daghetta. «In questo momento di particolare crisi, è necessario sviluppare nuovi strumenti come le reti di impresa e i distretti agricoli di filiera – spiega Daghetta, già presidente della Cia provinciale – Perché questo accada è importante rafforzare il rapporto tra settore primario e industria. L'agroindustria è già un settore trainante della nostra economia: bisogna svilupparlo, instaurando un nuovo e vero rapporto interprofessionale che non solo ridistribuisca in modo più corretto i margini all'interno della filiera, ma consenta alla parte agricola di avere un ruolo nella definizione delle strategie complessive del settore agroindustriale». Il neopresidente sottolinea poi come il settore primario lombardo abbia bisogno di esportare: «La vocazione principale della nostra agricoltura sono le esportazioni, che riguardano le grandi produzioni agroalimentari come vino, formaggi e prosciutti. Fondamentale è la proposta di creare un nuovo ministero per l'agroindustria». Ma l'agricoltura non va considerata solo come mero produttore di alimenti: ricorrenti nelle sue linee programmatiche sono i concetti di sostenibilità, multifunzionalità, territorialità e, soprattutto, quello di "produzione di beni comuni". In particolare, il settore primario risulta fondamentale per il suo ruolo di difesa del suolo. «Chiederemo alle istituzioni lombarde un impegno ulteriore, che garantisca l'attività agricola, attraverso la manutenzione e la pianificazione virtuosa, e riesca a limitare in questo modo i danni causati da eventi catastrofici sempre più frequenti». L'importanza dell'informazione e della conoscenza, e un richiamo ai problemi che affliggono il settore, come «un sistema burocratico fine a se stesso, che non ha eguali in Europa», completano le linee guida del neopresidente. «Non meno importante è il vivo richiamo alla gestione unitaria dell'organizzazione, fondamentale per fornire un'efficace rappresentanza sui territori».