Pistola puntata al volto rapinata la tabaccaia
Un ladro di biciclette denunciato dai carabinieri. A.B., 32 anni, di Vigevano, è accusato di due furti, compiuti dopo aver tagliato i lucchetti o i sistemi di chiusura con cui erano state agganciate alle rastrelliere, armato di una tronchesi. In particolare, il 16 novembre 2013, dopo essere entrato nel cortile della sala Bingo di corso della Repubblica, aveva rubato la bici di un 73enne pensionato. E' stato filmato. Il 3 dicembre 2013, aveva preso in vece quella di un 41enne vigevanese che l'aveva posteggiata nell'androne del supermercato "Oviesse" in via De Amicis. Sono in corso ulteriori accertamenti, perché c'è il sospetto che il 32enne denunciato possa essere l'autore di almeno un'altra decina di furti, commessi negli androni di alcuni condomini del centro e davanti alla posta centrale di Vigevano. (a.m.) di Anna Mangiarotti wVIGEVANO «Questa volta ho avuto davvero paura. Perché il bandito aveva una pistola». Non si è ancora ripresa dallo choc Mariagrazia Baroni, 44 anni, titolare di una tabaccheria in via Riberia, pieno centro città, rapinata l'altro pomeriggio. Bottino, 50 euro. Un altro colpo era fallito poco più di un anno fa, allora il bandito aveva un coltello. «Stavo parlando al telefono con mio marito, – dice la tabaccaia – in negozio c'era anche mio padre Guido, 83 anni. Ma nessun cliente, ha aspettato il momento giusto». Verso le 17.30, entra un uomo con la faccia quasi completamente nascosta da visiera del berretto e sciarpa. «Passa davanti a mio padre, arriva sul fondo del negozio dove ci sono io. Mi trovo la canna di un revolver a pochi centimetri dalla faccia, quel tizio abbassa il telefono mentre dico a mio marito solo una parola, "rapina"». Il bandito poi si sposta davanti a bancone dietro al quale c'è il padre del titolare che apre la cassa, e prende una manciata di banconote che mette in mano al rapinatore. «Quasi tutto il denaro a disponibile, in realtà. Perché quando si accumulano grosse cifre, ritiriamo il contante». Il bandito, racconta ancora Mariagrazia Baroni, «però non era convinto ha preso per le spalle mio padre. Mi avvicino per difenderlo, il rapinatore scappa». In tutto il tempo no ha detto una parola. «Era di altezza e corporatura media, vestito completamente di nero, jeans e giubbotto». Lo avrebbero visto salire sull'auto di un complice che aspettava in strada. Poi sono arrivati i carabinieri coordinato dal capitano Rocco Papaleo «Li ho chiamati io, ma prima ancora li ha avvertiti un mio collega con cui stavo chattando su Facebook mentre parlavo con mio marito. Ho scritto "aiuto, una rapina" ed era chiaro che no scherzavo». Il 22 dicembre 2012, un'altra rapina era fallita nella stessa tabaccheria. Mariagrazia Baroni aveva messo in fuga un bandito, tirandogli tutto quello che aveva sottomano, il bandito che aveva puntato un coltello contro il figlio 19enne. In tabaccheria era entrato un uomo con il volto coperto da una sciarpa e da un berretto, e aveva chiesto soldi. Quando ha visto un coltello puntato contro il figlio, la tabaccaia aveva iniziato a lanciare anche espositori degli accendini e bottiglie d'acqua. Colpito in viso, cercando di ripararsi il rapinatore aveva lasciato cadere sul pavimento tutte le monete che era riuscito a farsi consegnare. I due presunti responsabili erano poi stati fermati dai carabinieri. Adesso si dà la caccia all'autore del nuovo raid. ©RIPRODUZIONE RISERVATA