Shel Shapiro: «Cantate con me gli Anni '60»
PAVIA Sarà una puntata speciale quella della serie "Rockfiles. La storia del rock" che si terrà domani a Spaziomusica (ore 22.30, ingresso 10 euro). Intitolata "Do you remember the 60?" avrà come ospite d'eccezione Shel Shapiro. Al secolo David Norman Shapiro, londinese, classe 1943, Shel Shapiro è cantante, musicista, produttore discografico e attore britannico di origini russo-ebraiche ma è conosciuto da tutti come il cantante dei Rokes, gruppo molto noto negli anni Sessanta. La sua notorietà è legata a canzoni come Che colpa abbiamo noi, È la pioggia che va, C'è una strana espressione nei tuoi occhi, Piangi con me, Bisogna saper perdere che vendono milioni di dischi. Quando il gruppo si scioglie Shapiro prosegue come solista e autore di brani interpretati da altri cantanti italiani, tra cui Mina, Ornella Vanoni, Riccardo Cocciante, Patty Pravo, Gianni Morandi, Mia Martini. Quello che è successo dopo, lo racconta lui stesso. «La vità è piena di cambi di direzione. Io, dopo tanta musica, verso la metà degli anni duemila ho cominciato a fare molto teatro e molto cinema, senza abbandonare mai del tutto la musica. Il teatro, in particolare, mi ha portato a fare spettacoli musicali e molta canzone, e poi anche teatro sociale, come con "Sarà una bella società", scritto da Edmondo Berselli e da me interpretato, con la mia band, la mia voce e la mia chitarra. Lì si raccontava la storia di alcune generazioni, con lo strumento popolare delle canzoni, per recuperare il clima di un'epoca, l'intera psicologia di chi ha attraversato i decenni dai primi anni Sessanta in poi» A Spaziomusica cosa farà? «Canterò alcune canzoni che Ezio Guaitamacchi ha scelto per me, a cui aggiungerò un paio di brani miei. Il tutto calato in una serata che parla degli anni '60, quindi un po' anche di me». L'Italia è un buon posto per fare musica e teatro? «In questo momento l'Italia ha un problema di sopravvivenza morale ed etica: siamo messi male e non è un problema di denaro, ma della cultura degli ultimi 25 anni, che ci ha portato a una decadenza sempre con un semi sorriso sulle labbra». Attualmente a cosa sta lavorando? «A un musical e un progetto di teatro sociale. Non ho ancora finito di portare in giro "Beatnix", l'America cantata attraverso una storia collettiva, in cui io do voce a testi (di Edmondo Berselli), brani di poeti dell'età del beat, e canzoni di Woody Guthrie e di Bob Dylan e di altri interpreti dell'epoca». (m.pizz.)