«In ritardo sul lavoro» Tanti puniti in questura
di Adriano Agatti wPAVIA Sanzioni disciplinari in aumento, un clima di tensione che non permetterebbe di lavorare con serenità. E' la situazione denunciata da cinque sindacati di polizia in aperta polemica con la direzione della questura di Pavia. Una lettera, inviata alle segreterie nazionali, che è finita anche sui tavoli dei vertici della polizia e su Facebook. I sindacati che hanno formato il documento sono il Siulp, il Siap, il Siulp per la Cgil, il Coisp e la Uil polizia. All'appello manca il Sap, il sindacato che ha la maggioranza dei 350 poliziotti che lavorano in provincia di Pavia: in questura e nei commissariati distaccati. La segreteria provinciale di un sindacato che, in provincia conta 120 iscritti, ha preferito non schierarsi in una vicenda che sembra si stia trascinando da oltre un anno. Provvedimenti disciplinari presi forse anche per motivi considerati «banali» dai sindacati. Si parla anche di auto parcheggiate fuori dalle strisce all'interno della questura e per ritardi all'arrivo sul posto di lavoro. Nel 2013 sono stati emessi 40 provvedimenti disciplinari ma bisogna anche spiegare che ci sono stati solo quattro ricorsi contro queste lettere disciplinari. Un dieci per cento, una percentuale molto bassa. Una denuncia, quella dei sindacati, che non sembra indirizzata personalmente contro il questore Ivana Petricca ma contro la dirigenza degli uffici di via Rismondo. «Queste continue sanzioni disciplinari - si legge nel comunicato sindacale - si ripercuotono sulla buona funzionalità e sul funzionamento degli uffici, sui servizi resi ai cittadini e, soprattutto, sullo stato psico fisico degli stessi dipendenti. Già dal secondo semestre del 2012 con l'arrivo a Pavia dell'attuale vicaria le sanzioni disciplinari sono curiosamente raddoppiate per poi triplicarsi e con l'arrivo dell'attuale questore sono aumentate di nuovo». Ivana Petricca, responsabile della questrura, preferisce non rilasciare dichiarazioni. Era a conoscenza della presa di posizione dei sindacati e, non è da escludere, che nei prossimi giorni ci sia un chiarimento tra le parti. Una chiarimento doveroso per il buon funzionamento della questura. «Punire a tutti i costi – si legge nel comunicato sindacale – è una leva molto discutibile di strategia gestionale. Organizzazioni sindacali che si rispettino non possono far finta di accettare che nulla stia accadendo. Sono stati amplificati, secondo noi, fatti di modesta rilevanza. Noi abbiamo già posto in essere un tentativo di dialogo e di confronto con il questore. Restiamo in attesa di un immediatto riscontro e ci riserviamo la possibilità di compiere tutte quelle attività finalizzate alla sensibilizzazione della cittadinanza con azioni dimostrative di protesta sul trattamento che è stato riservato agli operatori di polizia della questura. Colleghi sono chiamanti quotidianamente a contrastare la dilagante criminalità con pochi mezzi e risorse». La vicenda sta destando impressione in questura dove le voci si rincorrono. Si dice che la presa di posizione sindacale sia diventata sempre più pressante dopo un provvedimento punitivo nei confronti di un esponente di uno dei sindacati coinvolti. E la polemica si allarga in una questura dove i prima posti sono occupati da donne: il questore Ivana Petricca, la vicaria Carla Canonico, la prima dirigente Daniela Campasso e la capo di gabinetto Rossana Bozzi.