Discesa con un doppio oro L'Italia colleziona legno

La giornata dei rimpianti. Mentre il conto dei metalli resta fermo all'argento di Innerhofer e al bronzo di Zoeggeler, l'Italia continua a far collezione di medaglie di legno ai Giochi di Sochi. E dopo il quarto posto nella gara a squadre di figura e di Karin Oberhofer nel biathlon, è la volta di Daniela Merighetti nella discesa libera e di Alessandro Pittin nella combinata nordica. La 32enne velocista bresciana si ferma a 17 centesimi dal bronzo conquistato da Laura Gut. «Mi sento comunque fortunata perché nella vita ho la possibilità di fare ciò che mi piace – prova a consolarsi – vorrei avere la medaglia al collo ma purtroppo non è così. Questo piazzamento fa parte del gioco ma devo andarne comunque orgogliosa. L'altro giorno ho letto un tweet della Maze che diceva che qualcuna doveva arrivare quarta: è toccato a me, sembrava destino». In quello che è il primo oro ex aequo dello sci alpino a cinque cerchi, Tina Maze e Dominque Gisin riscrivono la storia: primo titolo di sempre per la Slovenia, e Svizzera sul gradino più alto del podio in discesa dopo trent'anni di attesa, tanto è passato dal trionfo di Michaela Figini a Sarajevo '84. Brave anche le altre italiane in gara, con Elena Fanchini e Verena Stuffer che chiudono fra le prime 15. Ancora più rimpianti, se possibile, per Pittin nella Gundersen. Male al salto dal trampolino piccolo (25º posto con 113,4 metri e 1'12" da recuperare dal tedesco Frenzel, poi oro), il 24enne finanziere friulano è protagonista di una strepitosa rimonta nella 10 km di fondo, spazzando via ogni dubbio sul suo recupero fisico e tecnico dopo i gravi infortuni che lo hanno limitato negli ultimi due anni. Pittin è stato davvero vicino a bissare il bronzo di Vancouver, prima medaglia azzurra nella storia della specialità, ma non è riuscito a trovare collaborazione nel resto del gruppo per provare ad agganciare il duo di testa e nella volata finale è stato beffato dal norvegese Magnus Krog, mentre un ritrovato Lukas Runggaldier chiude settimo. «È stata una bella gara, io ce l'ho messa tutta ed è arrivato il quarto posto – le impressioni di Pittin –. Certo il terzo fa la medaglia e il quarto non conta niente, però non è tutto da buttare via. Credo di aver perso la medaglia sull'ultima salita prima del traguardo, quando Krog è partito e Moan ha fatto da tappo ed è rimasto indietro, e non sono soddisfatto del salto, avevo sensazioni migliori durante gli allenamenti. Sarei potuto partire con qualche secondo in meno da Frenzel ma ho fatto del mio meglio. Continuavo a ripetermi "no, quarto no, quarto no". Ma va bene così, mi spiace più per Daniela, avrebbe meritato il podio dopo l'incidente di qualche giorno fa». Alessandro proverà a rifarsi nella combinata con salto dal trampolino grande. «Ma le mie speranze erano soprattutto per oggi (ieri, ndr)», ammette. Per quanto riguarda i titoli assegnati ieri, continua il dominio olandese nel pattinaggio di velocità (oro nei 1000 a Stefan Groothuis, bronzo a Michel Mulder, 25º l'azzurro Mirko Nenzi) e quello tedesco nello slittino (titolo nel doppio a Wendl-Art, sesti Oberstolz e Gruber davanti a Rieder e Rastner). Nell'halfpipe femminile si impone l'americana Kaitlyn Farrington, nella prova di coppie artistica si registra la doppietta russa nel programma libero con l'oro a Tatiana Volosozhar e Maxim Trankov davanti ai connazionali Ksenia Stolnova e Fedor Klimov, argento, e ai tedeschi Aliona Savchenko e Robin Szolkowy, bronzo. Così le due formazioni azzurre in gara: undicesimi Stefania Berton e Ondrej Hotarek, sedicesimi Nicole Della Monica e Matteo Guarise.