Morto Guarnaschelli il sindaco che inventò la rassegna dei vini

di Roberto Lodigiani wCASTEGGIO Era uno che non mollava mai, Renzo Guarmaschelli. Attaccato al suo lavoro, allo studio tecnico di viale Giulietti, palazzi e la strada alberata da piazza Cavour fino alla stazione, che portava avanti con la figlia Federica. E' stata proprio lei a trovarlo ormai morente, nella camera a letto della villa di via Manzoni, dove vivevano loro due soli dopo la morte della mamma Natalina. Un malore, molto probabilmente un infarto, se lo è portato via in pochi istanti, senza che ci fosse il tempo di tentare qualcosa per strapparlo alla morte. Classe 1934, non aveva ancora compiuto 80 anni. Oggi alle 16 l'addio nella chiesa del Sacro Cuore: la sua parrocchia, da sempre. Guarnaschelli è stato uno che ha lasciato un segno profondo nella vita politica e amministrativa casteggiana, senza per questo eccedere nella retorica. Consigliere comunale per oltre quarant'anni, sindaco dal 1970 al '75, assessore, capogruppo della Dc, vice nelle prime due giunte a guida Callegari, tra il 1995 e il 2004, quando si era conclusa la sua lunga esperienza a Palazzo Carena. Diploma di geometra (fu anche vicepresidente nazionale dell'ordine professionale), una vita tra la scrivania del suo ufficio privato e quella in municipio, Guarnaschelli è stato il creatore della Rassegna dei vini. Fu lui, mezzo secolo fa, a lanciare l'idea di una manifestazione dedicata a quel mondo, di cui Casteggio rivendicava - rivendica - la leadership non solo morale, che tanta fortuna poi ha avuto per resistere, pur se ampiamente riveduta e corretta, fino ai giorni nostri. «Era un amico vero, oltre che un fedele collaboratore – lo ricorda commosso l'attuale primo cittadino, Lorenzo Callegari – Quando entrai nella Dc, negli anni Ottanta, tra noi nacque subito un bel sodalizio. Renzo mi ha insegnato a temperare certi aspetti del mio carattere. Era bravissimo a sdrammatizzare. Rammento un aneddoto spassoso, in Comune all'epoca dell'amministrazione comunale si parlava dei fondi per il velodromo, opera di cui non si comprendeva l'utilità. E Guarnaschelli: "Ma se arrivassero dei soldi per delle gabbie per le scimmie, noi le faremmo comunque". Renzo era così». Per Paolo Montagna, sindaco dal 1980 al '90, «Guarnaschelli aveva un alto senso ciovico e del lavoro. Era un amministratore preparato e competente, per ogni problema portava il suo grande bagaglio di esperienza». «Ho cominciato la mia attività politica e amministrativa con lui – racconta Enzo Morini, successore di Montagna alle redini della città – era un grande amico, una persona leale e sincera». ©RIPRODUZIONE RISERVATA