Mortara, eredità Mantica l'accusa chiede nove anni
Inaspettato premio di 2.500 euro per l'associazione MiciAmici di Mortara. L'iniziativa "Cuore di neve" della Neve Cosmetics, che ogni anno devolve dei fondi in beneficienza, ha visto vincitore il gattile di Mortara. «Siamo onorati di essere stati scelti tra numerose associazioni – commenta la volontaria Stefania Santinato –. Nel bando on-line era specificato che i fondi sarebbero andati alle Onlus che si fossero distinte per l'impegno nella tutela degli animali e siamo felici che il nostro impegno quotidiano sia stato riconosciuto». Con la somma ricevuta e con le iniziative di raccolta fondi attive tutto l'anno, il gattile potrà finalmente iniziare i lavori per la ristrutturazione del tetto che versa in gravi condizioni. «Quello che ci rende più felici sono i numerosi sostenitori che hanno scritto alla ditta Neve Cosmetics per perorare la nostra causa: l'azienda ci ha fatto sapere che sono arrivate più di 300 testimonianze del nostro buon operato». Non molti mesi fa, Stefania e gli altri volontari di MiciAmici avevano realizzato un calendario 2014 per raccogliere fondi che ha riscosso un particolare successo. di Anna Mangiarotti wMORTARA Nove anni complessivi di carcere per tre imputati e due richieste di assoluzione. Processo per l'eredità Mantica, ieri era il turno dell'accusa: il pm Marcello Maresca ha chiesto quattro anni per Antonella Gardella, 46 anni, l'agente immobiliare accusata di circonvenzione di incapace e appropriazione indebita. Avrebbe indotto l'anziana possidente mortarese Giovanna "Rina" Mantica - secondo l'accusa non più un grado di intendere e volere per un tumore al cervello– morta a 89 anni nel giugno 2010, a cambiare il suo testamento due mesi prima della morte. Altri quattro imputati sono appunto alla sbarra, accusati - a vario titolo - di aver contribuito a convincere la ricchissima signora a cambiare le ultime volontà. Chiesta l'assoluzione per il notaio Paolo Sedino, 71 anni, accusato di circonvenzione di incapace come i due testimoni dell'atto: Nadia Amisano, 56 anni e la figlia Giovanna Bocca, 31 anni. Per Amisano l'accusa ha chiesto due anni, per la figlia invece l'assoluzione. Il marito e padre delle due donne, Gianni Bocca, 64 anni, amministratore condominiale, è accusato di ricettazione: avrebbe custodito in casa 250 mila euro, parte di un prelievo di 740mila euro effettuato da Gardella pochi giorni prima del nuovo testamento. Per Bocca, il pm ha chiesto tre anni. Lo psichiatra Marco Rossi, accusato di falso per aver attestato che Giovanna Mantica era capace di intendere quando ha cambiato testamento, ha già patteggiato la pena. Nel corso del processo, sono stati sentiti decine di testi: fra gli altri parenti, carabinieri, il medico e operatori dell'istituto per anziani dove Mantica ha trascorso gli ultimi mesi di vita. E funzionari di banca, tutto per accertare se Mantica potesse prendere decisioni autonome, nel periodo fra fine febbraio 2010 - quando è stata dimessa da un ricovero in ospedale - e il successivo mese di marzo, quando ha cambiato la procura (22 marzo) e firmato il nuovo testamento (27 marzo). L'8 marzo 2010, fra l'altro, Giovanna Mantica era stata trasferita nel reparto per non autosufficienti al primo piano della casa di riposo Dellacà dove era ospite. I bancari hanno descritto una donna ancora lucida, quando ha chiesto di concedere la procura per contanti e titoli alla Gardella. Secondo diversi altri testi (operatori del Dellacà, e una parente), l'anziana signora lucida invece non era più. Appariva confusa, la notte urlava frasi sconnesse, non riconosceva più chi la accudiva ogni giorno. Prossima udienza il 18 febbraio, per le arringhe dei difensori. ©RIPRODUZIONE RISERVATA