«Uno sguardo a una corrente che ha fatto la storia dell'arte»

PAVIA «Il nostro obiettivo: rimettere al centro dell'attenzione culturale uno dei grandi movimenti che , insieme a Futurismo, Arte Povera e Transavanguardia, sono nati in Italia»: Mauro Allegrini, pavese, è il curatore di questa mostra evento. Vanta una grande esperienza nel cercare, da critico d'arte, come si muovano le avanguardie. Ma questa sfida è probabilmente cruciale. «Poesia visiva, Poesia concreta, Scrittura visuale: è un universo che va scandagliato perchè da ad esso hanno fatto riferimento o si sono affiancate tante altre esperienze artistiche: penso a Fluxus, penso a alcuni sviluppi dell'arte programmata, penso al genio di Maurizio Cattelan». Un percorso di riscoperta partito con la mostra di Venezia. «E' stato un successo, ma ora a Pavia – aggiunge il curatore – sarà una mostra quadruplicata. Avremo presenze di valore assoluto». Quattro sezioni. Tre al Castello: «Poesia Visiva, Poesia Concreta e Scrittura visuale – spiega Allegrini – Sarà anche allestita una sala didattica dedicata al grande Sarenco che ha raccolto e ha lui stesso creato testimonianze uniche della Visual Poetry». Poi il Broletto: «Qui ospiteremo opere degli Antesignani, dai futuristi a Picabia e quelle di artisti inseriti nella categoria Affinità e Dissonanze: da Boriani, del gruppo T di Milano, a Cattelan, per passare dalla Mail Art, al Noveau Realisme». Allegrini ha discusso in questi giorni della mostra con Lamberto Pignotti, uno dei padri della stagione del Gruppo 70: «Non solo lui, ma anche importanti operatori d'arte italiani considerano la mostra di Pavia un importante momento di sintesi per questa grande corrente d'arte. Speriamo di poter offrire al pubblico il senso di questa operazione». Ora tocca alle parole che si fanno immagine: la sfida è lanciata.