Broni, un comitato per salvare l'ospedale «Non fatelo morire»

di Donatella Zorzetto wBRONI Più ambulatori, uno sportello che segua pratiche e cure per i malati d'amianto, un reparto geriatrico che garantisca terapie riabilitative agli anziani che non possono permettersi rette da 1.500 euro in su: sono alcune delle proposte che un gruppo di bronesi ha messo tra le priorità a sostegno del potenziamento dell'ospedale cittadino. «Quello che un tempo era un gioiello ora è lasciato per tre quarti allo sbando», lamentano. Cittadini che stanno per riunirsi in comitato con il motto "Salviamo l'ospedale di Broni" e che guardano a Comune e Regione come interlocutori primari. Tra questi c'è Silvana Pasqual, ora in pensione, che in passato ha lavorato per 20 anni come infermiera proprio all'ospedale di Broni. «Allora c'erano tanti pazienti da accudire, ma si faceva tutto con disponibilità, responsabilità e calore umano – sottolinea – . Il nostro ospedale è sempre stato pulito, in ordine, ben organizzato e professionalmente competitivo». Adesso il presidio, per tre quarti chiuso quando nel 2009 ha aperto il "ioiello" di Stradella, ospita un reparto di lungodegenza geriatrica: camere troppo strette, carrozzine che faticano a muoversi in spazi angusti, una palestra per la riabilitazione che resta una chimera e ambulatori che non sono all'altezza del servizio che dovrebbero offrire. I posti letto sono venti, e sempre occupati. Altrettanti pazienti esterni si rivolgono alla struttura per la riabilitazione, ma c'è una difficoltà costante di far fronte ad un carico di lavoro che il reparto non regge. Il futuro comitato chiede attenzione proprio a questo, ad un ospedale che sta morendo. «Non è pensabile che si possa essere privati di servizi idonei e necessari, nonchè di strutture di diagnosi e cura in una zona così ampia e geograficamente diversificata – conclude Silvana Pasqual –. Il rischio sarebbe quello di danneggiare l'intera comunità, non si sa bene perchè. Se il nuovo ospedale di Stradella deve essere ulteriormente valorizzato sotto tutti gli aspetti, non da meno bisogna sostenere l'attività di quello di Broni. A cominciare dallo sportello di assistenza per le famiglie dei malati d'amianto». ©RIPRODUZIONE RISERVATA