Caveman, la guerra dei sessi Così si ride sui nostri difetti

VIGEVANO Porta la firma di Teo Teocoli la regia dello spettacolo "Caveman. L'uomo delle caverne", che vede interprete Maurizio Colombi e che andrà in scena questa sera alle 21 al Teatro Cagnoni di Vigevano (spettacolo fuori cartellone, biglietti da 23 a 10 euro, per informazioni: 0381.82242). Al centro dello spettacolo un argomento che non passa mai di moda: l'eterno incontro e scontro tra uomo e donna, le manie, i difetti tra lui e lei, i differenti modi di pensare e agire, un tema "vecchio come il mondo", di cui Michele Colombi – attore, cantante lirico, nonché regista di numerosi successi fra i quali i musical Peter Pan (record d'incassi) e We Will Rock You (dedicato ai Queen) – si fa portavoce. Il testo originale, scritto dall'australiano Rob Becker, è frutto di tre anni di studi di antropologia, preistoria, psicologia, sociologia e mitologia, ed è stato portato sul palco per la prima volta nel 1995 allo Helen Haayes Theater di New York, diventando, dopo due anni e 702 performances, il monologo di più longevo nella storia di Broadway, esportato in 30 paesi del mondo. «Il nostro Caveman si apre con la frase "Gli uomini sono tutti stronzi" e tutte le donne immancabilmente applaudono – dice Maurizio Colombi – Se avessi detto lo stesso delle donne sarebbe stato tutto diverso, ma gli uomini, invece, applaudono lo stesso. Anche se, girando per l'Italia, mi sono accorto che l'ironia sul rapporto uomo-donna cambia di peso a seconda dei posti». Nel testo originale, Rob Becker si basava sulla teoria secondo cui le donne nella preistoria erano raccoglitrici e gli uomini cacciatori per cui da lì, nel corso dell'evoluzione, nell'atteggiamento culturale delle donne oggi c'è la collaborazione mentre in quello degli uomini la trattativa. Su questa ipotesi e sulla struttura originaria dello spettacolo, Colombi e Teocoli hanno innestato tutta l'italianità del rapporto di coppia. «Fu Gianmario Longoni, il proprietario del Teatro Smeraldo a suggerirmi il testo di Rob Becker – continua Colombi – Andai a vederlo e decisi di farne un "one man show" anche se Caveman, nella sua struttura originale non lo era. Insieme a Teo Teocoli abbiamo riadattato il testo di Becker alla situazione italiana e anche dal punto di vista della regia abbiamo inserito alcune chicche: l'ombra che esce sul muro, la proiezione della luna. La soddisfazione è che queste piccole particolarità tutte nostre le stanno riprendendo anche negli altri paesi». (m. piz.)