Catturato il terzo fratello Cutrì

BUSTO ARSIZIO Nella rete dei carabinieri mancano lui, Domenico Cutrì, 32 anni, l'ergastolano evaso lunedì dal tribunale di Gallarate, Carlotta Di Lauro, la compagna di suo fratello Antonino, rimasto ucciso durante l'assalto, che li avrebbe aiutati, irreperibile con il figlio di cinque anni, e il fantomatico "Franco", non ancora identificato e forse ferito. Potrebbero essere ancora insieme, Carlotta, il figlio, Mimmo e Franco, con gli ultimi due armati e pericolosi. Nella casa di famiglia di Inveruno, nell'alto Milanese, i carabinieri hanno fermato invece il terzo fratello, Daniele, 23 anni, il minore dei Cutrì, accusato di aver fatto parte del commando, che in carcere non ha proferito parola. Daniele sarebbe arrivato giovedì sera a casa: la madre aveva raccontato che era con un amico a Napoli. I militari hanno atteso un passo falso, un movimento utile a scovare Mimmo. Ma quando hanno capito che era inutile, è scattato il blitz. Oltre a Daniele, sulle scale del tribunale di Gallarate, dove Domenico doveva affrontare un processo per reati bagatellari e in parte destinati alla prescrizione, ad Antonino, organizzatore del piano, e a "Franco", c'erano Aristotele Buhne, 31 enne piccolo imprenditore nato a Napoli ma residente a Turbigo, nel Milanese, Davide Cortesi, Danilo Grasso e Christian Lianza, tutti amici dei Cutrì di vecchia data e, come loro, con precedenti per reati legati ad armi e droga. Cortesi, Grasso e Lianza sono i tre fermati tre giorni fa nelle campagne di Cellio, nel Vercellese, mentre si liberavano di una valigia con medicinali, abiti maschili e cibo per l'evaso. Compariranno oggi davanti al gip di Busto, Patrizia Nobile, con le accuse di procurata evasione, detenzione e porto d'armi da guerra e comuni, clandestine, e ricettazione. Antonino, secondo una prima ricognizione del cadavere, non è morto per i colpi di pistola alle spalle: l'autopsia dovrà escludere che sia stato colpito da un proiettile vagante sparato da un membro al commando.