Lusi, il pm chiede 7 anni e mezzo di carcere
Una vicenda che, a detta della procura di Roma, «ha segnato la crisi profonda della seconda Repubblica». Parole gravi dette pochi minuti prima di chiedere una condanna a 7 anni e mezzo di reclusione per l'ex tesoriere della Margherita, Luigi Lusi (foto). Il pm Stefano Pesci, parlando per oltre tre ore, ha ricostruito il caso degli oltre 25 milioni, tutti fondi del partito, drenati, secondo l'accusa, dall'ex tesoriere e utilizzati per acquistare un appartamento in via di Monserrato, nel cuore di Roma, o acquistare e ristrutturare una villa da favola a Genzano, nella zona dei Castelli Romani. Associazione a delinquere finalizzata all'appropriazione indebita: questa l'accusa che i magistrati muovono nei confronti di Lusi e di altre tre persone. Il pm ha, infatti, sollecitato una condanna a 3 anni per il commercialista Mario Montecchia e a 2 anni e due mesi per il collega Giovanni Sebastio. Il magistrato ha, invece, chiesto l'assoluzione per la segretaria Diana Ferri. La Procura ha chiesto, inoltre, la confisca di beni per oltre 25 milioni di euro. Secondo l'accusa l'ex senatore aveva una sorta di «signoria totale rispetto alla gestione delle spese della Margherita. Solo lui era a conoscenza delle singole operazioni, solo lui aveva il potere di firma, oltre a Rutelli che non se ne è mai servito». Secondo il pm nella gestione operativa e finanziaria del partito, i politici erano praticamente assenti, così come superficiali e all'acqua di rose erano gli altri organi di controllo, a cominciare dai Revisori dei conti. Nel corso della requisitoria il pubblico ministero ha ricostruito la vicenda nata «solo grazie alla segnalazione fatta dalla banca agli organi di controllo di Bankitalia: gli anticorpi del partito non hanno funzionato».