Negozi a Casteggio boom di aperture
Chiude un altro negozio a cui i casteggiani sono molto affezionati. E' la panetteria Riss di via Torino. «Abbiamo aperto 15 anni fa, e le cose sono molto cambiate rispetto ad allora. C'è meno gente in giro, e diventa difficile anche coprire semplicemente le spese fisse, come luce e riscaldamento – spiega il titolare, Giancarlo D'Oriano (foto) – Dopo un periodo di ferie riprenderò la trattativa per cedere il negozio a un altro gestore, certo mi mancherà il contatto quotidiano con i clienti». In compenso, c'è la panetteria Vai che resiste da oltre mezzo secolo in piazza Dante: «I nostri genitori hanno iniziato – dicono i titolari – cerchiamo di fare prodotti semplici e genuini. La nostra ricetta è questa». di Roberto Lodigiani wCASTEGGIO Casteggio batte Broni e Stradella. Non si tratta dei risultati di un campionato di calcio o di pallacanestro, ma del bilancio relativo alle aperture e alle chiusure di attività commerciali nei tre principali centri della via Emilia (esclusa Voghera). A Casteggio, infatti, sono ben 44 i negozi aperti nel 2013 contro 30 chiusure, rispetto ai 25 di Stradella (23 quelli che hanno abbassato per sempre la saracinesca), mentre a Broni il saldo è addirittura negativo (11 a 13). Non solo. Lo scorso anno, malgrado la pesantissima crisi economica e il calo dei consumi, il numero dei nuovi esercizi commerciali all'ombra del Pistornile e di Palazzo Carena è addirittura aumentato rispetto al 2012 (44 a 38); a Stradella il rapporto è 25 a 13, a Broni 11 a 9. «Coincidenza? Tutt'altro – sottolinea Paolo Covre, segretario Ascom (seicento associati tra Casteggiano e Oltrepo orientale) – Questi dati dimostrano che il commercio casteggiano resta molto dinamico, nonostante i fattori recessivi, e c'è una maggiore capacità di tenuta, mentre Stradella e soprattutto Broni appaiono piazze più statiche e più in sofferenza». Può aver influito la scelta di aprire un negozio da parte di chi è rimasto senza lavoro, oppure non ce l'aveva proprio ma aveva qualche soldo da investire? «No, direi che si tratta di una componente marginale – risponde Covre – perchè comunque intraprendere un'attività commerciale richiede competenza e professionalità. Se non ce li hai rischi di chiudere entro pochi mesi». Casteggio avvantaggiata anche dal suo ricco entroterra collinare? «Certamente non è uno svantaggio. Si consideri poi che il mercato domenicale continua ad essere un punto di riferimento e di attrazione per i paesi collinari, e di questo beneficia anche il commercio fisso». ©RIPRODUZIONE RISERVATA