Malagò guarda già avanti «Italia pronta per candidarsi»
SOCHI (Russia) Un'Olimpiade scolpita a immagine di atleta, con sfilata vietata ai non sportivi ovvero ai dirigenti, e una finestra spalancata sui Giochi del 2024. A Casa Italia «si respira aria nuova» dice Giovanni Malagò, inaugurando il quartier generale azzurro a Sochi: per la prima volta un'area all'interno del parco olimpico, complici le norme di sicurezza e il fatto che qui è stato tutto costruito ex novo, costata 950 mila euro (450 vengono dagli sponsor) contro il milione e quattro di Vancouver. Un'operazione risparmio e anche «un parto», dice il presidente del Coni, viste le richieste milionarie dei russi per concedere lo spazio all'Italia. Sochi è pronta però a diventare anche il trampolino di lancio per il progetto olimpico made in Italy: e la presenza di Enrico Letta alla cerimonia d'apertura è in questa prospettiva. «Al Cio c'è terreno fertile per la nostra candidatura - spiega Malagò -. Si informano sui temi della sostenibilità, della credibilità e anche della presenza di giovani. È un Cio più moderno, elastico e disponibile: c'è aria nuova. E Letta ha un fortissimo desiderio di sostenere la candidatura olimpica». Che in futuro potrebbe anche essere divisa su due città: è una delle proposte arrivate al Cio sulla falsariga di quanto già avviene per europei o mondiali di calcio. E comunque per il via libera basterà «una maggioranza qualificata, altrimenti finiamo nel solito empasse. Tutti non si possono mettere d'accordo». Quanto al premier che ha deciso di non seguire la corrente della non partecipazione istituzionale in polemica con le leggi omofobe di Vladimir Putin, oltre a perorare la causa olimpica italiana, non dovrebbe sottrarsi a dichiarazioni sulla questione gay.