Canto e musica sardi al teatro Volta
"Tenerezza e follia: la musica fa piangere?" è il tema dell'aperitivo musicale che il quartetto d'archi dell'Orchestrra InCanto terrà oggi alle 18.30 al circolo il Ritrovo di Voghera (piazza Cesare Battisti). L'evento, il primo di un ciclo di tre, è stato organizzato dall'associazione di cultura letteraria e artistica CulturAma, recentemente costituitasi a Voghera, in collaborazione con l'associazione Orchestra InCanto e con il patrocinio del Comune di Voghera. Il biglietto d'ingresso (aperitivo compreso) è di 10 euro per i soci di CulturAma, 15 per gli altri. Il quartetto, composto da Barbara Pinna e Andrea Dall'Olio, violini, Roberto Mazzoni, viola e Chiara Torselli, violoncello, presenterà pagine di Corelli, Haendel, Pachelbel, Beethoven. PAVIA Il Coro di Nulvi - grosso centro della provincia di Sassari- consta di 12 elementi e gode fama di essere il miglior complesso del Nord-Sardegna, in cui il canto corale è per tradizione largamente diffuso. Il coro dispone al proprio interno della possibilità di esprimere il Canto a Tenore e a Cuncordu. Lo spettacolo "Andiras, canto e musica sardi nello spazio e nel tempo", compendio delle tradizioni canore e musicali della Sardegna, vedrà protagonista al teatro Cesare Volta di Pavia proprio il Coro di Nulvi. L'appuntamento è per domani alle 16. L'ingresso è libero. «Il concerto è stato organizzato in segno di tangibile gratitudine per la partecipazione della cittadinanza di Pavia e provincia a favore della Sardegna colpita dal terribile e distruttivo Ciclone Cleopatra il 18 novembre 2013 - spiegano al Circolo culturale Logudoro che ha organizzato l'evento - .L'esibizione si aprirà con la testimonianza del direttore della Caritas di Olbia, che riferirà dei devastanti effetti del Ciclone Cleopatra». Il concerto. «L'esibizione viene introdotta dalla melodia di una antichissima Ninna-Nanna, quale richiamo all'iniziale espressione di canto da parte di una singola persona; prosegue con interventi a più voci, Tenore e Cuncordu, a significare il passaggio dal canto di una singola a quello a più voci (4 di regola o 5) che nel prosieguo del tempo verrà accompagnato dal suono emesso da strumenti primitivi, forse a fiato, come "su sulittu" (zufolo) e le "launeddas" - spiegano ancora gli organizzatori dell'evento -. Ha inizio a questo punto la progressiva evoluzione verso la polifonia e il canto corale. Ciò arriverà a compimento con il successivo apporto di altre voci e l'introduzione di nuovi e più complessi strumenti musicali, come la chitarra da parte degli spagnoli e, ancor più recentemente, la fisarmonica e l'organetto diatonico. Come si vede, si è in presenza dell' espressione di una poetica e di una musicalità che a noi sardi sono giunte pressoché immutate da molto lontano, attraverso il trascorrere dei millenni, e che sono state determinanti nel forgiare gli usi e i costumi, ma anche il carattere e i sentimenti, l' animo, cioè, del popolo sardo; questo le ha ricevute e conservate nel più profondo del proprio essere». Del coro di Nulvi fanno parte Fabio Melis, direttore; Mario Buscarinu; Stefano Buscarinu; Giancarlo Cubaiu ; G. Battista Latte; Paolo Medas; Paolo Palmas ; Antonio Michele Posadinu; Emanuele Sechi; Giovanni Maria Serra; Giuseppe Serra; Gavino Senes; Giovanni Francesco Solinas.