Lettere in ritardo «Mancano 20 postini e aumenta il lavoro»

Polemica tra la segreteria territoriale Uil funzione pubblica e l'amministrazione comunale di Pavia. Maurizio Poggi, responsabile Uil, lamenta che il Comune non ha concesso una sala dell'asilo nido "Ciro Barbieri" per l'assemblea generale degli iscritti che si terrà il 7. «Cosa mai avvenuta negli ultimi 40 anni». La Uil nutre il «legittimo sospetto che si voglia punire un sindacato scomodo per l'amministrazione». Sul versante opposto, l'assessore Rodolfo Faldini, che ha gestito i rapporti con Poggi, replica: «Già lo scorso anno avevamo comunicato ai sindacati che non avremmo più consentito le assemblee a scuola. In questo caso, per almeno due motivi. Primo, perchè interferisce con le attività didattiche, secondo per la presenza di minori. Vigilare su chi entra sarebbe un aggravio. Alla Uil abbiamo offerto la disponibilità della sala Consigliare o della sala di San Martino di Tours». La Uil ribatte che vi sarà disagio per i dipendenti costretti a parcheggiare in centro, posticipando l'apertura dell'asilo. di Maria Grazia Piccaluga wPAVIA Fino a 50-60 giorni di ferie arretrate e l'eccezione del rientro al sabato diventata ormai una regola, insieme agli straordinari che si stanno accumulando. Se da un lato i portalettere di Poste Italiane sono in affanno - ne mancano almeno 20 su 55, dieci solo su Pavia - dall'altro i cittadini ricevono lettere e pacchi in ritardo. A singhiozzo. E c'è chi si presenta in viale Brambilla reclamando la propria corrispondenza. Ogni mattina partono i postini diretti a Pavia città ma anche a Cura, Certosa, San Genesio, Borgarello, Marcignago, Torre d'Isola, Travacò e San Martino. Dovrebbero essere 55, come le zone in cui le Poste hanno diviso il territorio pavese lo scorso aprile, ma sono 35 quando va bene. Malattie, infortuni, permessi e trasferimenti per mobilità permettendo. «L'azienda sta giocando sul senso di responsabilità dei lavoratori che pur di non lasciare sguarnita una zona sostituiscono i colleghi che mancano sobbarcandosi turini ulteriori – spiega Giacomo Delorentis, della Slc Cgil –. Ma adesso siamo giunti al limite. Tanto più che il settore recapito, fortunatamente, sta aumento in modo esponenziale la mole di lavoro». Da dicembre le Poste stanno sperimentando le consegne dei pacchi per Amazon, colosso delle vendite on line. Complessivamente oltre 600 pacchi al giorno, in media due o tre per ogni zona di recapito. E poi ci sono le cartelle esattoriali di Equitalia, le raccomandate e le notifiche di pagamento, la posta normale, le bollette. «Tutti documenti importanti che richiedono la firma del destinatario – spiega Delorentis – E questa procedura dilata i tempi». I ritardi maggiori vengono segnalati dai cittadini nelle zone di San Genesio, Marcignago e Certosa (anche 15 giorni). «Il 31 dicembre sono terminati i contratti a tempo determinato 7 addetti – dice la Cgil – e non sono ancora stati sostituiti. Ci vogliono almeno dieci giorni per formare i nuovi postini. L'azienda deve al più presto trasformare i contratti dei circa 25 precari part time in rapporti full time e stabilizzare non solo il loro lavoro ma anche la qualità del servizio. Non è possibile che un portalettere lavori sei mesi e poi debba restare a casa per altri sei. Per essere sostituito da un addetto nuovo che ricomincia da capo, deve imparare il giro, la procedura, essere addestrato. E' uno spreco di risorse.