«Contratti-truffa del gas» due venditori denunciati
Un cortometraggio per prevenire le truffe. Sarà presentato sabato mattina, alle 10,30, nella sala del ridotto del teatro Fraschini. Saranno presenti il sindaco di Pavia, Alessandro Cattaneo, e il questore Ivana Petricca. Il progetto di prevenzione dei raggiri, nato dalla collaborazione tra il Fraschini e la questura, consiste in uno spot filmato, che mostra le tecniche più comuni e diffuse di furto che colpiscono soprattutto gli anziani. Per la messinscena sono stati coinvolti gli allievi diplomati del corso di teatro sociale della scuola del teatro, mentre la sceneggiatura del film è basata sulle denunce delle vittime. di Maria Fiore wPAVIA Si sarebbero presentati alla sua porta, in via Cignoli, dicendo che quei rilevatori per il gas erano gratuiti. Alla donna, una pensionata di 80 anni, invalida, sarebbe stato fatto firmare anche un documento, presentato, secondo l'accusa, come liberatoria ma in realtà un vero e proprio contratto. Solo dopo la firma alla pensionata sarebbe stato detto che gli apparecchi avevano un costo di 500 euro e che 200 euro dovevano essere versati subito. Quando la polizia è entrata in casa, allertata da un vicino, la donna era spaventata e confusa. Gli agenti della volante, una volta in casa, hanno verificato che nell'abitazione erano stati installati addirittura due apparecchi, nonostante le dimensioni ridotte dell'appartamento. I due venditori sono stati accompagnati in questura e denunciati per tentata truffa. Le indagini della polizia sono ancora in corso, anche perché, a quanto pare, nei giorni scorsi sarebbero arrivate in questura altre segnalazioni di contratti sospetti. Le verifiche dovranno chiarire la posizione dei due venditori, che hanno spiegato di essere dipendenti di una ditta che vende e installa rilevatori per il gas. Ma alla porta della pensionata, in via Cignoli, si sarebbero presentati come "tecnici del gas". Un equivoco oppure un raggiro? Le indagini della polizia dovranno chiarire il dubbio, ma la donna ha spiegato ai poliziotti di avere capito che gli apparecchi erano gratuiti e che non pensava di avere firmato un contratto. Quando le è stato presentato il "conto" ha provato a reclamare, ma di fronte alle insistenze dei venditori ha ceduto. La polizia è arrivata proprio mentre la donna stava pagando parte della cifra chiesa dai venditori. Che sono stati portati in questura e identificati. Le verifiche sulle altre segnalazioni sono ancora in corso. «Al di là del profilo penale, l'approccio dei venditori descritto dalla pensionata è di sicuro scorretto – spiega Mario Spadini, presidente di Federconsumatori – e in passato si sono già verificate vicende simili. In molti casi gli apparecchi vengono presentati come obbligatori per la sicurezza e questo è un inganno per gli utenti. L'ambiguità diventa un vero e proprio metodo per vendere. L'altra faccia della medaglia, però, è che bisogna stare più attenti a chi si fa entrare in casa e a firmare fogli di carta: nessuno va in giro a regalare prodotti. Anche le istituzioni devono fare la propria parte: il porta a porta viene autorizzato dal Comune interessato. Resta il fatto che per il consumatore è sempre previsto il diritto di recesso entro dieci giorni lavorativi e la restituzione dei soldi». @mariafiore3 ©RIPRODUZIONE RISERVATA