Tre inchieste sul giudice Nencini
ROMA Si fa difficile la posizione di Alessandro Nencini, il presidente della corte d'assise di Firenze, finito nella bufera per un'intervista concessa il giorno dopo la sentenza del processo d'appello bis per l'omicidio di Meredith Kercher. Il procuratore generale della Cassazione, Gianfranco Ciani, ha avviato un'istruttoria che potrebbe essere il preludio a un'eventuale azione disciplinare. Mentre il Comitato di presidenza del Csm ha dato il via libera all'apertura di un fascicolo sul giudice da parte della Prima commissione, il che significa che Nencini corre il rischio di un trasferimento d'ufficio per incompatibilità ambientale o funzionale. Con l'iniziativa del Pg salgono a tre le inchieste a carico del giudice, visto che due giorni fa anche il ministro della Giustizia aveva dato incarico ai propri ispettori di procedere ad accertamenti. Anche Ciani si è mosso già lunedì scorso, nonostante la notizia del suo intervento sia trapelata soltanto ieri. L'indagine servirà a verificare se ci sono gli estremi per promuovere l'azione disciplinare, se cioè il magistrato facendo dichiarazioni alla stampa sul processo nel quale lui stesso ha avuto un ruolo centrale, come presidente del collegio giudicante, abbia violato norme deontologiche. Il caso presenta analogie con quello del giudice della Cassazione Antonio Esposito, che l'estate scorsa finì al centro delle polemiche per un'intervista qualche giorno dopo aver pronunciato la condanna definitiva di Silvio Berlusconi per frode fiscale nel processo Mediaset. Nei suoi confronti Ciani ha promosso l'azione disciplinare. Tornando a Nencini, al Csm sarà oggetto di un'istruttoria parallela per verificare se, come hanno chiesto i laici del centrodestra, abbia mostrato con le sue dichiarazioni una «grave carenza di imparzialità», che possa giustificare il suo trasferimento d'ufficio. Dubbio legato soprattutto al riferimento fatto dal magistrato alla scelta di Raffaele Sollecito, di non farsi interrogare.