Polmoniti, picco ricoveri Un letto su tre in Pneumo
Non ci sono solo le polveri sottili a danneggiare la salute nelle giornate di inquinamento più alto, anche batteri e funghi potenzialmente pericolosi abbondano. Lo afferma uno studio della Tsinghua University che ha censito 1300 specie tra cui lo Streptococcus pneumoniae, che può causare la polmonite. La polmonite è conseguenza di un'infezione che causa l'infiammazione e il riempimento degli alveoli con liquidi. La respirazione diventa così difficile, i sintomi più comuni sono tosse e difficoltà a respirare. Sono a maggior rischio i fumatori, le persone affette da altre patologie (in particolare malattie polmonari come la Bpco, l'asma e la fibrosi cistica, malattie cardiache, malattie renali o del fegato) e le persone con un sistema immunitario indebolito. di Anna Ghezzi wPAVIA Persone in coda per una radiografia ai polmoni al presidio pneumologico di Viale Gorizia o al pronto soccorso. E nel reparto di pneumologia al Forlanini, al policlinico San Matteo, un terzo dei letti è occupato da pazienti con polmonite, confermando l'impressione dei medici di famiglia: quest'anno le patologie polmonari sono in crescita e particolarmente aggressive. Anche se talvolta restano invisibili, nascoste dietro poche linee di febbre, spossatezza e "tossetta" prolungata. «In questo periodo abbiamo registrato un picco di ricoveri per polmonite – spiega Giulia Stella, pneumologa in servizio al San Matteo – e una riacutizzazione infettiva su malattie croniche come asma, bronchite cronica e enfisema: dei 60 letti, circa 20 sono occupati da pazienti in questa situazione». Le cause? «In parte è dovuto al microclima umido e freddo che peggiora l'esposizione ai tossici ambientali e in particolare favorisce la polmonite in pazienti con malattie croniche. A questo si aggiunge il picco delle polmoniti di origine virale, più ridotte, ma collegate all'influenza e a virus respiratori, in aumento con la diffusione del virus dell'influenza il cui picco è previsto tra una settimana». Non tutti i pazienti che si presentano in pronto soccorso o dal medico con la polmonite vengono ricoverati: «Vengono considerati vari parametri – spiega Stella –: parametri biochimici, frequenza del respiro, parametri vitali ed età sopra o sotto i 65 anni sono alcune delle variabili considerate. I giovani non vengono quasi mai ricoverati, se non in caso di insufficienza respiratoria e quadro complesso». «Sono molti i casi di polmonite tra i miei pazienti _ conferma il medico di famiglia Davide Pasotti dallo studio di via Liutprando _ soprattutto anziani. Invece della solita crisi influenzale con febbre che dura tre o quattro giorni, si moltiplicano i raffreddori e le patologie polmonari che coinvolgono l'apparato respiratorio e hanno un'aggressività piuttosto elevata. È stata una crescita continua a partire da novembre. Rispetto agli anni scorsi l'impressione è che siano cresciute le patologie dell'apparato respiratorio per le quali la diagnosi è piuttosto complessa: ho diversi pazienti ricoverati, anche se in ospedale accettano i pazienti acuti e invece in molti casi si tratta di subacuti, per cui li curiamo noi medici di base, a casa». C'è la paziente anziana, magari già allettata, visitata ogni giorno dal medico di famiglia. E l'anziano che a Natale aveva poco più di 37 di febbre e dopo due giorni è arrivato a 39, è stato ricoverato, e ha passato in Rianimazione il Capodanno. «Diversi giovani sono arrivati con la polmonite – afferma Tommaso Mastropietro dall'ambulatorio in via Ludovico il Moro – sono soprattutto pendolari, che viaggiano in treno. E si fatica a venirne fuori: spesso i segnali, ovvero spossatezza, febbriciattola e tosse prolungata vengono sottovalutati. E soprattutto chi ha bimbi in casa può farla anche senza accorgersene». Perché la polmonite viaggia in treno? «Negli ambienti chiusi e affollati, come il treno, il contagio di polmoniti e forme virali è favorito a causa della facilità di inalazione di particelle di virus che nel treno possono circolare liberamente – spiega la pneumologa del San Matteo – Per questo si consiglia di evitare i luoghi affollati, in cui ci sono impianti di condizionamento, e per le categorie a rischio si consigliano le vaccinazioni contro l'influenza, perché senza influenza non arrivano le complicazioni polmonari, sia per la polmonite». Nelle polmoniti da comunità il principale responsabile è lo pneumococco, nei cinema e sul treno si rischia di incappare in un Mycoplasma: «Tra i sintomi spesso c'è la cefalea – prosegue Stella – ma in generale se la sintomatologia persiste per più giorni è meglio fare accertamenti: il medico curante deciderà se inviare il paziente da uno specialista e quali esami urgenti prescrivere». Adriano Scoccimarro, responsabile del presidio pneumologico dell'Azienda ospedaliera di viale Gorizia a Pavia tranquillizza: «In questo momento non ci sono dati che fanno pensare a un aumento esponenziale dei casi di polmonite, ma di certo abbiamo una grossa attività ambulatoriale legata alle complicazioni postinfluenzali e post virale. Di freddo quest'anno non ce n'è stato, ma è soprattutto l'umidità a farsi veicolo di rischio infettivo».