Sollecito: condannato solo perché ero il fidanzato di Amanda

Si aggrava al Csm la posizione di Alessandro Nencini, presidente della corte d'assise di Firenze, per le interviste rilasciate all'indomani della condanna di Amanda Knox e Raffaele Sollecito. Dopo i laici del centrodestra, anche il togato di Unicost, Riccardo Fuzio, ha chiesto al Comitato di presidenza l'apertura di una pratica in Prima commissione. Per Fuzio, Nencini ha «violato» il principio per cui le ragioni della condanna sono rimesse alla motivazione del procedimento. Intanto Raffaele Sollecito, a Roma per incontrare il suo avvocato Giulia Bongiorno, si è limitato a dire che da Nencini «sicuramente c'è stata un'interferenza». Poi, in una intervista alla Cnn, ha aggiunto: «Io devo ancora combattere. Ho scelto di restare qui e combattere contro questa sentenza. Sto cercando di essere il più possibile positivo in una situazione come questa. Mi hanno condannato solo perché sono stato il fidanzato di Amanda. Ma non c'è nulla contro di me, e nulla di veramente forte contro Amanda».