«Il ministro Zanonato ci mandi un commissario»

di Linda Lucini wPAVIA «E' indispendabile l'intervento urgentissimo del Ministero dello Sviluppo economico». A chiederlo sono tutti i dipendenti del Consorzio agrario di Pavia che, con tanto di firme, chiedono al ministro Flavio Zanonato di nominare un commissario governativo che «ponga fine all'assoluta mancanza di direttive gestionali creatasi all'interno del Consorzio». La decisione è stata presa in assemblea dopo aver avuto notizia dell'assunzione diretta di due dipedenti da parte del Consorzio di Piacenza, proprio la struttura alla quale i dipendenti avevano detto no bocciando un accordo già stilato dal presidente del Consorzio pavese Giuseppe Ghezzi che prevedeva la cessione di un ramo d'azienda alla struttura piacentina con l'assunzione di 9 dei 30 dipendenti pavesi. A passare a Piacenza sono due addetti del settore vendite che, portando con sè il portafoglio clienti, toglieranno ulteriore ossigeno alla situazione già critica del Consorzio. La situazione allarma i dipendenti che nel documento approvato in assemblea scrivono: «Il Cap Piacenza passa all'azione assumendo direttamente dipendenti del Cap Pavia e trattando con gli Agenti, cosa che potrebbe portare alla paralisi delle residue attività commerciale». Sarebbe la mazzata finale di una crisi che si protrae da tempo e che ha fatto stimare al presidente Ghezzi perdite per 22 milioni di euro. In materia, i dipendenti sottolineano che nell'aprile del 2008 il Consorzo agrario era riuscito ad uscire da una tribolata gestione commissariale e il bilancio si era assestato su risultati positivi tali da far ben sperare per il futuro: «Poi – dicono i lavoratori – il Consiglio di amministrazione che si insedia decide di non nominare un direttore, figura chiave in qualsiasi azienda commerciale, delegando il presidente a ricoprire tale incarico. Tale scelta viene confermata dai cda succedutisi. Dopo neppure 6 anni il Consorzio torna a trovarsi in uno stato di gravissima crisi finanziaria. Il consiglio di amministrazione, nella figura del suo presidente Ghezzi, imputa tutte le problematiche a cause esterne escludendo che sia stata una cattiva gestione aziendale la causa di tutti i mali». Alla fine si arriva all'offerta con Piacenza che però avrebbe salvato solo 9 dei 30 dipendenti e, dicono i lavoratori, «senza alcuna proposta concreta per i rimanenti 21». A quel punto il no dei dipendenti e la richiesta da parte di Ghezzi di concordato preventivo per il Consorzio. Il commissario nominato dal tribunale di Pavia per ora non ha ancora messo piede al Consorzio, probabilmente arriverà domani.