Pavia, la spinta dei nuovi Debuttanti senza paura

Si è temuta una sublussazione della spalla per Fabio Reato (foto), ma gli esami eseguiti ieri l'hanno scongiurato. Il difensore, infortunatosi nell'azione che ha portato il Venezia sull'1-0 (scontro aereo con Bocalon), era stato costretto a uscire. La radiografia ha però escluso la sublussazione: si è trattato solo di una forte contusione e Reato, dopo 4-5 giorni di stop, potrà riprendere ad allenarsi. Intanto oggi pomeriggio la squadra si ritroverà per iniziare la settimana che porterà alla sfida contro la Carrarese, che precede gli azzurri di quattro punti in classifica. di Luca Simeone wPAVIA E' il bello del calcio. Quella imprevedibilità che può portare una squadra ultima in classifica, e stravolta nelle ultime ore del calciomercato - ma più per esigenze di bilancio che con l'intento di rafforzala - a tirare fuori una delle migliori partite del campionato e a rimontare due reti in casa del Venezia, sia pure giocando la ripresa in 11 contro 10. Il punto con il quale il Pavia torna dalla Laguna vale molto di più, e porta in dote la consapevolezza di poter puntare a un finale di campionato dignitoso. Nel 2-2 del Penzo c'è tanto di quell'orgoglio che comunque la squadra ha sempre avuto, ma anche una serie di coincidenze favorevoli: un apporto decisivo l'hanno fornito i tanti debuttanti e semi-debuttanti della squadra, spesso con pochi o nessun minuto nelle gambe quest'anno. A cominciare da Daniele Ferri, 21 anni, arrivato come tanti solo sabato mattina per la rifinitura prepartita, con zero gare all'attivo quest'anno. Cresciuto nel Cesena, due stagioni fa era andato in prestito al Santarcangelo in Seconda divisione: 19 presenze di cui 10 da titolare e 2 reti. Poi nel 2012 la cessione al Brescia che l'aveva girato in prestito al Forlì, sempre in Seconda divisione: ancora meno presenze, 14 (e solo una da titolare) e 1 gol. Insomma, non il profilo del bomber. «Ma è un giocatore che a Cesena aveva fatto bene, è stato anche nazionale under 16», aveva avvertito il direttore dell'area tecnica del Pavia Aldo Preite presentando il suo acquisto. Al Brescia nella prima metà dell'anno non ha avuto nessuna opportunità e la prima capitata con il Pavia l'ha colta al volo: un gol e un altro sfiorato a coronare una bella prestazione. A minuti zero quest'anno era anche Fernando Horacio Spinelli, ma in questo caso perché rientrante dopo mesi di stop per la rottura del legamento crociato. Pure lui arrivato sabato ma giocatore navigato e di categoria (31 anni e già sette stagioni alle spalle, tutte al Sud). E in campo il centrocampista argentino lo ha già dimostrato alla sua prima uscita. Non zero minuti per Pape Ndiaga Dia, arrivato in prestito dall'Udinese, ma poco di più: esattamente 4 apparizioni per 142 minuti in totale nell'Avellino (serie B), in media poco più di mezzora a partita per l'esterno d'attacco ventenne senegalese. Arrivato in ritiro addirittura sabato notte, a Venezia è entrato nei 20' finali lasciando intravedere qualità interessanti. Quanto invece a Raffaele D'Orsi, ritornato a Pavia, alla Spal aveva giocato all'inizio della stagione ma poi era stato messo da parte. Anche per lui pochi minuti, almeno nelle ultime giornate di campionate. Ma quando domenica è stato chiamato in causa dopo 20' per l'infortunio di Reato si è fatto trovare pronto. Senza dimenticare Pasquale De Vita, 19 anni, alla seconda presenza da titolare (317' in totale) e autore del 2-2, e il prodotto del vivaio Mattia Checchi, 18 anni, all'esordio dal 1' dopo quattro spezzoni di gara (e 1 gol). Una bella partita anche la sua. Ma non tutto naturalmente può avvenire solo per un insieme di coincidenze positive: si vedono i frutti del lavoro dietro le quinte di Marco Veronese, prima allenatore e ora formalmente solo collaboratore dello staff tecnico, ma solo per mancanza di patentino. ©RIPRODUZIONE RISERVATA