Vertici Maugeri testimoni nell'udienza Formigoni

Per l'ex presidente della Fondazione (nella foto) Umberto Maugeri le trattative per il patteggiamento vann o avanti. Stando a indiscrezioni, l'eventuale accordo con i pubblici ministeri sarebbe vincolato a un risarcimento da parte dell'ex amministratore. Il suo avvocato, Carlo Enrico Paliero, si limita a dire: «Stiamo ancora ragionando con la procura». Oltre all'accusa di associazione per delinquere finalizzata alla corruzione e alla frode fiscale, all'ex presidente della Fondazione, come pure all'ex direttore generale Costantino Passerino, viene contestata anche l'appropriazione indebita. Per i pubblici ministeri milanesi, gli ex vertici della Fondazione avrebbero ricevuto su propri conti una parte dei 60 milioni di euro (i magistrati ipotizzano dieci milioni) attraverso il filtro di alcune società estere. Oltre all'ex presidente e all'ex direttore generale hanno chiesto il patteggiamento altre tre persone: il consulente dell'ente pavese Gianfranco Mozzali, il commercialista Claudio Massimo e il fiduciario svizzero Sandro Fenyo. di Maria Fiore wPAVIA Durante le indagini avevano già avuto modo di offrire la loro versione ai magistrati. Ma ora per l'ex presidente della Fondazione, Umberto Maugeri, e per l'ex direttore centrale Costantino Passerino, si profila un altro faccia a faccia con i magistrati. Gli ex vertici, indagati nell'ambito dell'inchiesta sulla presunta distrazione di 61 milioni di euro dalle casse dell'ente pavese (per Passerino è stato chiesto il rinvio a giudizio, mentre Maugeri vuole patteggiare), assumono anche il ruolo di testimoni nell'udienza preliminare che vede imputato, per gli stessi fatti e insieme ad altre 12 persone, l'ex governatore della Lombardia, Roberto Formigoni. I manager saranno sentiti con lo strumento dell'incidente probatorio, che consentirà di cristallizzare le loro dichiarazioni in vista di un eventuale processo. Dichiarazioni che, nelle intenzioni dei magistrati milanesi, potrebbero contribuire a ricostruire (o anche a smontare) quel "sistema Maugeri" – con soldi della Fondazione che sarebbero finiti anche nelle mani di politici affinché favorissero l'ente pavese – che è costato a Formigoni l'accusa di associazione per delinquere e corruzione. Umberto Maugeri sarà sentito il 7 febbraio, giorno dell'udienza preliminare a carico di Formigoni, mentre non ci sono ancora date certe per l'ex direttore centrale Passerino. Per lui, ieri, si è svolta la prima tappa dell'udienza preliminare, dove il giudice sta esaminando la richiesta di processo e dovrà decidere per il rinvio a giudizio o il proscioglimento. Trattandosi della stessa inchiesta, non è da escludere la riunione di questo procedimento con quello che vede imputato lo stesso Formigoni. «Questa è l'idea – spiega l'avvocato Alessandro Palazzo, che difende Passerino insieme al legale Roberto Rampioni di Roma –, una volta sciolte alcune questioni tecniche che sono rimaste in sospeso». A Passerino, che si è detto «pronto a chiarire tutto in dibattimento», la richiesta di processo riguarda le accuse di associazione per delinquere finalizzata alla corruzione e alla frode fiscale, come per gli altri imputati. Ma a lui e all'ex presidente Maugeri viene contestata anche l'appropriazione indebita. Secondo la procura, infatti, una parte del denaro distratta dalle casse della Fondazione sarebbe servita per pagare politici e funzionari della Regione, ma dieci milioni di euro sarebbero arrivati anche su conti di Maugeri e a Passerino attraverso il filtro di alcune società estere. Era stata proprio questa contestazione a far fallire la trattativa con i magistrati per il patteggiamento di Passerino. @mariafiore3 ©RIPRODUZIONE RISERVATA