«Riso Scotti alla distanza verrà fuori»

PAVIA Forse non c'è da stupirsi troppo del secondo stop di fila della Riso Scotti e neppure del fatto che sia avvenuto in soli tre set contro Scandicci che, sul mercato invernale, ha fatto l'esatto opposto di Pavia. Il club toscano non ha lesinato sforzi ingaggiando la palleggiatrice Corna ed anche l'attaccante Moneta, la Riso Scotti ha lasciato libera la sua centrale titolare Giuliodori che voleva andare via e non l'ha sostituita sul mercato, se non promuovendo in prima squadra la promettente sedicenne Sofia D'Alessandro. «Sappiamo che nel breve sarà dura, ma queste sono scelte di prospettiva, così come sappiamo di mettere in difficoltà il nostro coach, ma siamo anche convinti che, di fronte alle difficoltà, il gruppo verrà fuori trovando la forza per farlo», aveva detto il giemme Gigi Poma alla vigilia della gara con Scandicci che era pure l'ultimo utile per i tesseramenti supplettivi. Non è strano, quindi, che contro un'avversaria attrezzata ed in miglior salute complessiva, la Riso Scotti nuova versione, per di più neppure tanto fortunata nella circostanza, non se la sia cavata. Non sarebbe neppure credibile pensare che la sostituzione di Sara Giuliodori, giocatrice che ha vinto molto in queste ultime stagioni, con la giovane Simona La Rosa partita come cambio delle centrali, sia situazione priva di conseguenze. Semplicemente è iniziata un'altra stagione per Pavia, uno scorcio nel quale bisogna fare i conti con una realtà diversa e con contingenze concrete. Prima di tutto, il calendario, con quattro gare in casa e cinque fuori da qui a fine stagione regolare. E, siccome le trasferte saranno a San Casciano, Monza, Montichiari, Bolzano e Reggio Emilia, fare punti lontano dal Palaravizza non sarà cosa semplice, anzi. In casa arriveranno Vicenza già domenica prossima, Soverato, Rovigo e Sala Consilina e qui le prospettive, per quanto non semplici, sono meno proibitive. Aggiungiamo altri elementi che andranno gestiti, come la condizione di Kim Renkema che, fra campionato ed impegni della nazionale, di fatto gioca in continuazione da un anno e mezzo senza riposo. Che sbagli due palle decisive a fine primo set con Scandicci è per lo meno umano, semmai il problema sarà gestirne le risorse fisiche da qui alla fine. Coach Braia, meglio di chiunque altro, sa poi cosa sia meglio fare adesso in regia. Da fuori, l'impressione è che serva una scelta netta, indipendentemente da chi debba essere titolare e chi riserva tra Masino e Nicolini. Fatta la scelta, occorre tempo perché quegli automatismi sono i più complicati da rodare, peggio ancora se in corsa dentro una stagione. E' poi necessario che questo momento diventi per le giovani chiamate alla ribalta della A2 una vera occasione per crescere, accettandone limiti ed errori. Occorrono tempo e pazienza, ritarando le aspettative e ripartendo consapevoli che coach Braia, in un modo o nell'altro, troverà la quadra. Fabio Babetto