Arriva Scandicci e Sara Giuliodori saluta la Riso Scotti
PAVIA Alla fine Sara Giuliodori ha salutato la compagnia della Riso Scotti e, da oggi, è una giocatrice in forza al Gricignano. Tutto si è concluso ieri, nell'ultimo giorno di mercato, con la Riso Scotti che ha liberato la giocatrice, ma non ha effettuato alcuna operazione volta a sostituirla. «Nel nostro stile c'è di non trattenere una giocatrice che non voglia restare con noi – spiega Gigi Poma, general manager della Riso Scotti –. Per giocare qui, bisogna amare la piazza e questo club. Sara ci ha detto che questo non era l'ambiente per lei e le auguriamo ogni fortuna». Poma che poi parla del futuro: «Abbiamo promosso in prima squadra la centrale sedicenne del vivaio Sofia D'Alessandro e, da oggi, è una delle nostre tre centrali insieme a Devetag e La Rosa. Prosegue la nostra politica di investimento vero sulle giovani, D'Alessandro arriva in A2 seguendo le orme di Civardi e Hodzic, altre due giovanissime già in campo in A2 nelle scorse settimane». Il fatto di non aver sostituito Giuliodori è una scelta forte che può prestarsi a diverse interpretazioni, ma Poma sbaraglia subito il campo. «Spero che i nostri tifosi, così come chi crede in noi ed in questa squadra, capisca e ci sostenga. La nostra scelta è volta al futuro, siamo consapevoli che magari adesso sarà un po' più dura e che stiamo mettendo in difficoltà il nostro tecnico, ma personalmente ritengo che proprio nella difficoltà, nella necessità che ognuna delle ragazze adesso metta qualcosa in più, possa venire fuori la forza del gruppo. Ed anche per questo motivo, gli obiettivi non cambiano. Puntiamo ad un posto nei play off per la promozione e poi ce la giochiamo». Al capolinea di questa vicenda c'è la partita di stasera (Palaravizza, ore 20.30, arbitri Palumbo e Zingaro) contro Scandicci che, contrariamente alla Riso Scotti Pavia, che ha liberato Giuliodori, si è rafforzata non poco con gli innesti di Corna in palleggio e Moneta in attacco. All'andata Pavia perse 3-2 in terra toscana e questa sera non sarà certo più facile: «Ma anche a Sala Consilina, senza Renkema e Moretti, ci davano per spacciati ed abbiamo vinto», chiude Poma. Fabio Babetto