IL CORTO CIRCUITO DEI GRILLINI
di LUIGI VICINANZA Triste profezia. La Roma affogata nel caos per colpa di un normale acquazzone invernale proietta sull'intero Stivale le sue incapacità, le sue inefficienze. Ieri il destro Alemanno, oggi il sinistro Marino: cambia poco. Malacqua. Sempre e comunque. L'ingorgo metropolitano assedia un Parlamento assediato. Il Palazzo – anzi, il simbolo dei Palazzi – rischia di trasformarsi in quel tragico e funesto "bivacco di manipoli" nell'indifferenza di una Capitale incattivita dai suoi problemi. Piove. Peggio. «Dai cieli d'Italia piove fango e a palle di fango si gioca in questi giorni; e il fango si impiastra dappertutto sulle facce pallide e violente sia degli assaliti che degli assalitori». Parole di Luigi Pirandello nel suo unico romanzo storico dal titolo maledettamente attuale: "I vecchi e i giovani". Tutti indistintamente tirati nella melma, con il rischio di non distinguere più chi sta dalla parte giusta. Le ragioni offuscate dalle reazioni. Così se alla Camera dei deputati va in onda la violenza verbale e fisica dei "cittadini" pentastellati, lo spettacolo è assicurato tanto sulle tv tradizionali che sul web. In una sorta di transfert collettivo l'insofferenza che inacidisce la nostra vita pubblica irrompe nelle sale di Montecitorio. E, a esser cinici e sprezzanti delle regole, vien quasi da pensare che sia un bene se tafferugli, scazzottate, crisi isteriche siano limitate in quello spazio privilegiato, anziché dilagare nelle mille piazze d'Italia. Piazze vere, non virtuali, popolate da forconi pronti a insorgere. Meglio dunque un "tozza tozza" tra il montiano Stefano Dambruoso e la grillina Loredana Lupo – tanto per citare un episodio passato alla moviola – che una sommossa in una qualsiasi parte del paese. Eppure il sistematico disprezzo dell'istituzione parlamentare da parte del Movimento 5 Stelle, l'accelerata impressa in questi giorni nello scardinare procedure condivise tradiscono un messaggio – chissà fino a che punto davvero consapevole – rivolto a quella parte degli italiani che ha votato le liste grilline: ribellatevi insieme a noi. Come i deputati mettono sotto sopra poltrone di velluto e sale stuccate, così gli elettori sembrano istigati a fare altrettanto. No, non è una rivoluzione. Né tantomeno un colpo di Stato. E' la strategia paralizzante di una forza all'apice del consenso preoccupata di perdere quote consistenti di voti se davvero dovesse cambiare la legge elettorale. Tanto peggio, tanto meglio, dunque. Perché il non-partito dell'anti-politica rischia di essere messo in crisi dal leader più anti-politico che la sinistra abbia mai avuto, quel Matteo Renzi che fa accordi con Berlusconi pur di portare a casa un risultato. Eccoli scatenati contro le istituzioni: con la propagandistica richiesta di messa in stato d'accusa del presidente Napolitano o con le pressioni per le dimissioni di Laura Boldrini. Contro il buongusto: con la simulazione in aula di un gesto sessuale da parte di Samuele Segoni o il raffinato richiamo di Massimo De Rosa alla femminile fellatio; e ancora la necrofilia insistente del Capo comico. Scandalizzarsi non serve. O quanto meno non basta. L'intero paese è precipitato – non da ora, da decenni – in una banalizzazione del linguaggio collettivo. Ciò che accade non è la causa, ma l'effetto di quel che è diventata (a nostra insaputa?) una tra le nazioni più importanti dell'Occidente. Troppa corruzione, troppi privilegi, troppe consorterie, troppi amici degli amici. Troppo nelle mani di pochi. E sempre gli stessi. Mentre la maggioranza del paese ha visto deteriorate le proprie condizioni di vita. Benessere addio. La struttura industriale compromessa, dall'Ilva alla Fiat all'Electrolux. Una comunità di svantaggiati soffre con dignità e con maggior senso di responsabilità di chi li rappresenta. Fin quando durerà la loro pazienza? Unica alternativa alla cattiva politica è la strada di riforme vere, profonde, radicali. Realizzate, non declamate. Insomma serve la Politica. Se piove, non basta più gridare governo ladro... l.vicinanza@finegil.it @VicinanzaL ©RIPRODUZIONE RISERVATA