La Cei: il Papa nomini il presidente

ROMA I vescovi italiani vogliono salvaguardare «il peculiare rapporto tra la Chiesa che è in Italia e il Santo Padre» e per questo ritengono che la nomina del presidente della Cei «debba continuare ad essere riservata al Papa». Nessuna elezione diretta, dunque, da parte dei vescovi ma per rispondere all'invito di papa Francesco a studiare un loro maggiore coinvolgimento nella scelta della guida, gli stessi segnaleranno al Pontefice «una rosa di una quindicina di nomi». A spiegare il nuovo meccanismo è il neo segretario generale, monsignor Nunzio Galantino, nel suo primo incontro con la stampa da quando il Papa l'ha chiamato al nuovo incarico. E Galantino parla anche di una Cei che «non è istanza altra o superiore rispetto ai vescovi» ma «al servizio» degli stessi. Tornando ai meccanismi per la scelta del presidente, tutti i vescovi dovrebbero dare le loro indicazioni, poi l'assemblea generale dovrebbe scremare le preferenze indicando al Papa una rosa di una quindicina di nomi. Il meccanismo comunque potrebbe vedere degli aggiustamenti, considerato che il tema sarà discusso anche nella riunione di marzo. «Il Papa voleva che ci fosse un maggior coinvolgimento dei vescovi» nelle nomine alla Cei, riferisce mons. Galantino. La Conferenza episcopale italiana è infatti l'unica al mondo dove il presidente e il segretario generale sono nominati dal Papa. Con le norme attuali «il presidente è nominato dal Papa e basta, i vescovi non c'entrano niente, applaudono al momento della designazione». Ora invece sono previste le consultazioni, una sorta di primarie. «Ma se il Papa ci dirà: "Signori vescovi, vi siete sbagliati, io volevo che il presidente lo sceglieste proprio voi", noi - ha detto il segretario generale della Cei - non avremo nessuna difficoltà».