Lacrime per Matteo tanti amici e parenti ieri all'ultimo saluto
VOGHERA Il dolore della folla si è espresso nel silenzio. Un silenzio assordante carico di cordoglio, di parole taciute e di lacrime discrete, un silenzio che non uno dei tanti presenti al funerale di Teo ha osato interrompere nemmeno per un istante. È stato salutato così ieri pomeriggio in chiesa a Pombio da parenti, amici, insegnanti e semplici conoscenti Matteo Bertero, ventenne vogherese trovato morto (probabilmente a causa di un infarto) dai genitori l'altra sera nella loro abitazione di via Fogazzaro. Una fine tragica e inspiegabile, quella del brillante studente, che ha lasciato sconvolta e addolorata un'intera città: «Se siamo così numerosi qui oggi – ha detto il parroco, don Giuseppe Piaggi – è perché Matteo con il suo esempio, la sua vitalità, la sua allegria e la sua voglia di imparare ha lasciato un segno nelle esistenze di tutti noi che lo abbiamo conosciuto. La sua testimonianza non deve essere dimenticata e anzi deve essere preziosa, deve invitarci a riflettere tutti i giorni sulla precarietà della vita e su ciò che in essa è davvero importante». Al termine della cerimonia è stato uno degli amici a volerlo ricordare a nome di tutti, strappando alla platea silenziosa un breve ma sentito applauso: «Teo era uno dei miei migliori amici, una persona speciale, sincera, che sapeva donare allegria, apprezzava i piccoli gesti e non si dimenticava mai di ciò che era importante per gli altri». Un affetto così genuino, quello dimostrato dai tanti compagni di liceo e di università presenti alla cerimonia (c'era anche il gagliardetto del liceo Galilei), che ha commosso tutti a partire da papà Maurizio e mamma Lorena, i quali fuori dalla chiesa si sono trattenuti ad abbracciarli uno per uno: come fossero figli loro hanno tentato di consolarli, riuscendo persino ad accennare un timido sorriso incoraggiante, a dispensare qualche debole pacca sulla spalla. Di figlio, però, ne avevano uno solo, un figlio che non li aveva mai delusi e anzi li riempiva di orgoglio e soddisfazioni con i suoi successi scolastici: diplomato con il massimo dei voti al liceo scientifico, Matteo frequentava infatti il secondo anno della facoltà di chimica dell'università di Pavia, dove stava ottenendo ottimi risultati. Vicini ai genitori e ai nonni Bruno, Anna Maria e Olga l'intera comunità del liceo Galilei (rappresentata ieri non solo dalla preside Daniela Lazzaroni ma anche da un nutrito gruppo di insegnanti) e l'amministrazione comunale, per cui erano presenti il sindaco Carlo Barbieri, il presidente del Consiglio comunale Nicola Affronti e gli assessori Giuseppe Carbone e Marina Azzaretti. Serena Simula