Inceneritore, 7500 firme contro l'ampliamento

SANTA CRISTINA Sono 7500 le firme, raccolte nei centri della Bassa, che finora sono state depositate nel municipio di Santa Cristina per dire "no" all'ampliamento dell'inceneritore voluto da A2A. Oltre 600 quelle raccolte a Corteolona, centro di 2200 abitanti. Numeri che soddisfano i comuni della Consulta ambiente e territorio che ha dato il via alla raccolta firme che presto verrà allegata al ricorso al Tar, presentato lo scorso novembre dall'avvocato Paola Brambilla che è anche presidente del WWf, per cercare di fermare il triplicamento autorizzato da Regione Lombardia in agosto. Enrico Berneri, sindaco di Monticelli e presidente della Consulta, parla di «un risultato al di sopra delle aspettative», mentre il sindaco di Santa Cristina Elio Grossi, a cui spetta il compito di fare la conta delle sottoscrizioni che arrivano dai comuni che hanno dato la disponibilità a promuovere la raccolta, sottolinea il fatto che «solitamente firma un solo rappresentante per famiglia». «E' evidente che la popolazione è molto sensibile su temi come salute e ambiente – aggiunge Berneri – e il numero di sottoscrizioni indica che è alta l'attenzione su questioni che ci riguardano da vicino. I cittadini hanno dimostrato che sono contrari all'ampliamento e che non ritengono questo insediamento necessario». In attesa che A2A decida di presentare in Provincia la richiesta di Autorizzazione integrata ambientale per il progetto dell'ampliamento, la Consulta procede a testa bassa e punta al Tar per fermare la società. «L'appoggio della cittadinanza è fondamentale nella battaglia che alcuni comuni della Bassa pavese stanno portando avanti per tutelare il proprio territorio – sottolinea Grossi – e queste firme sono subordinate al lavoro che abbiamo svolto in questi mesi. Non va dimenticato che non tutte le amministrazioni hanno dato la propria disponibilità a partecipare alla raccolta firme che, posta eccezione per qualche gazebo organizzato sul territorio, è stata fatta nei singoli municipi, chiedendo ai cittadini di raggiungere il proprio comune per firmare. Abbiamo infatti ritenuto non corretto bussare di casa in casa, anche se avremmo potuto migliorare il risultato. In ogni caso ho notato una certa demotivazione da parte della gente che sembra sfiduciata e priva di aspettative». Il prossimo appuntamento per la Consulta sarà in Provincia che verrà chiamata a decidere sull'Aia, «anche qui daremo battaglia», dicono i sindaci che restano in attesa della risposta del Tar dove pende il ricorso a cui hanno aderito 16 comuni e che potrebbe essere discusso nei primi sei mesi dell'anno. Stefania Prato