Decadenza, l'Europa "frena" Berlusconi
STRASBURGO Berlusconi dovrà aspettare più di quanto avrebbe voluto la decisione della Corte europea dei diritti dell'uomo sul suo ricorso contro la legge Severino. La Corte ha infatti rifiutato la sua richiesta di trattare il caso con un iter accelerato e quindi concedergli una "corsia preferenziale". Ora Strasburgo dovrà però comunque pronunciarsi sull'ammissibilità dell'istanza. Il ricorso del Cavaliere, che nel frattempo ne ha presentato un altro contro la sentenza Mediaset (appena giunto e registrato a Strasburgo), entra così a far parte di quella categoria di cause che la Corte di Strasburgo chiama «pendenti». Si tratta di una "montagna" di ricorsi, ben 14.400, che hanno fatto balzare, in un solo anno, l'Italia dal terzo al secondo posto nella 'top ten' dei Paesi del Consiglio d'Europa con più cause pendenti davanti alla Corte. Sul fronte interno, le fibrillazioni dentro Forza Italia non sembrano invece preoccupare il Cavaliere convinto che dalle file degli azzurri non arriveranno sorprese sul voto per la legge elettorale. L'ex premier, forte dell'accordo raggiunto con Matteo Renzi, ha deciso di dare una accelerazione anche agli assetti organizzativi di Forza Italia. L'argomento non lo appassiona molto, anzi, con i suoi fedelissimi il Cavaliere non fa mistero di essere stanco delle riunioni fiume e delle polemiche interne a Fi. E così dopo un'altra giornata trascorsa in incontri e colloqui a palazzo Grazioli, a cui ha preso parte anche Giovanni Toti, l'intenzione di Berlusconi è quella di procedere entro il fine settimana con la nomina dei componenti dell'ufficio di presidenza, l'organismo previsto dallo statuto, chiesto a gran voce dal gruppo dirigente. Ed in particolare da Raffaele Fitto: l'ex ministro da tempo lancia appelli affinchè si rispetti la classe dirigente di Forza Italia, smentendo però le voci che parlano di scissioni o possibili ritorsioni sulla legge elettorale. Impegnato in una serie di riunioni, il deputato con i suoi uomini non ha esitato a bollare come sciocchezze l'ipotesi di un suo abbandono di Forza Italia. La decisione di procedere con la nomina dell'ufficio di presidenza rientra in una tabella di marcia che Berlusconi ha messo a punto con i suoi uomini. Il Cavaliere infatti dopo la composizione dell'organismo previsto dallo statuto vorrebbe non rinunciare alla creazione di un comitato ristretto attorno a lui. Non meno importante l'organizzazione sul territorio, con la presenza di un coordinatore e 4 vice più un comitato che comprende gli eletti, i consiglieri regionali, ma anche esponenti della società civile. Berlusconi, racconta chi ha avuto modo di incontrarlo nel pomeriggio, è determinato ad andare avanti stanco delle continue pressioni del partito e pronto, dopo le elezioni europee, a promuovere Giovanni Toti.