Pertusati, la protesta «Tutti al freddo per una settimana»
I circoli culturali Agorà Pavia, Paviaincontra, Cittadini futuri e Res Pubblica organizzano il convegno «I cittadini e la sicurezza» che si terrà oggi alle 21 nella sede di via Palestro 22. A coordinare la serata il presidente del circolo culturale Paviaincontra Alberto Bianchi. Interverranno anche Carlo Alberto Belloni, il sindaco Cattaneo, i consiglieri comunali Gimigliano e Labate. Ci saranno interventi di esperti e professionisti nel settore sicurezza e vigilanza privata. di Marianna Bruschi wPAVIA «Una settimana con i termosifoni spenti». La denuncia arriva dai familiari degli anziani nella «Sezione protetta» del Pertusati che ospita pazienti malati di Alzheimer. La direzione ha risolto il problema ieri mattina: «Non un malfunzionamento, qualcuno aveva spento i singoli termosifoni» . «I termoconvettori sono nuovi ma spenti – spiega Adelina Marazzita, che ha la mamma tra i ricoverati della Sezione protetta – E' così da venerdì scorso, una settimana. Solo quelli del refettorio erano funzionanti. Nelle camere no, in corridoio erano tiepidi». Al Pertusati c'è un impianto centralizzato, la Sezione protetta invece no. «La ditta ha cambiato tutte le macchine, ora ci sono i fancoil che fanno aria calda – spiega Sergio Contrini, presidente del'Asp – a differenza dei termosifoni o dell'impianto centralizzato hanno il vantaggio, ma in questo caso lo svantaggio, di poter essere comandati manualmente». Cosa è accaduto in questa settimana? I fancoil erano effettivamente spenti in alcune stanze. «Ci sono state tante lamentele, mia mamma aveva i piedi gelati – spiega Adelina Marazzita – abbiamo più volte chiesto un intervento, ci hanno detto che i tecnici avevano effettuato i controlli e che l'impianto era funzionante. Ma questi sono i giorni della merla, non ci può essere freddo nelle stanze». «Abbiamo fatto fare i controlli proprio dopo le segnalazioni – spiega Contrini – i tecnici ci hanno spiegato che qualcuno aveva spento a mano diversi fancoil. Abbiamo ripristinato subito». Ieri mattina infatti i fancoil hanno ricominciato a gettare aria calda. Ma perché erano spenti? «Noi abbiamo messo dei cartelli, abbiamo sensibilizzato il personale a intervenire ma spesso ci siamo resi conto che i parenti quando vengono in visita spengono il fancoil perché avvertono troppo caldo – spiega Contrini – se chi arriva dopo non lo accende o se passa del tempo fino a quando non viene riacceso dal personale la temperatura scende. E prima che riparta ci vuole del tempo, quindi non si riesce a mantenere la temperatura adeguata». Dopo una settimana di segnalazioni ora il problema è stato risolto. «L'invito che rivolgiamo ai parenti – aggiunge il presidente dell'Asp – è di non utilizzare loro stessi il singolo punto calore nelle stanze, perché altrimenti non si riesce a mantenere lo standard delle temperature». Un invito rivolto ai parenti delle sessanta persone ospitate nella Sezione protetta. @mariannabruschi ©RIPRODUZIONE RISERVATA