«Pavia attenta, non basta l'Università»

di Luca Simeone wPAVIA «E' un paradosso, ma l'Università rappresenta un problema: la città si è un po' seduta sui successi del suo ateneo». Giovanni Malagò non ha peli sulla lingua e quello che deve dire lo dice, con eleganza e toni amichevoli sì, ma senza nulla togliere alla sostanza: nel giorno della sua visita a Pavia, anche per celebrare la nomina a città europea dello sport, il presidente del Coni non rinuncia a una tirata d'orecchie. «Ho visitato le belle strutture del campus, ma a Pavia ci vuole anche una realtà sportiva che prescinda dall'Università. Ci sono potenzialità che vanno sviluppate». Malagò, che vuole limitarsi al classico protocollo dell'ospite ossequioso, lo dice nell'aula magna dell'Università in occasione dell'inaugurazione dell'anno accademico sportivo. E lo aveva lasciato intendere anche poco prima, nell'incontro in Provincia con i rappresentanti delle federazioni sportive locali: «Ho letto i numeri di Pavia e degli impianti sportivi. E' una buona base, ma si può e si deve fare di più». Nonostante la fresca conquista del titolo di città europea dello sport, e nonostante che il giro organizzato dal Comune (era stato il sindaco in persona Alessandro Cattaneo a invitare Malagò a Pavia) includesse la visita alle sole strutture universitarie del Cravino inaugurate tra il 2009 e il 2010, e non allo stadio Fortunati, al Palazzetto di via Treves, al campo Coni e alla piscina di via Folperti, che non versano certo in buone condizioni, al presidente del Coni non è sfuggito che sotto l'aspetto degli impianti a Pavia c'è da fare. «In una città di 75 mila abitanti ci starebbe una terza piscina pubblica», ragionava ieri pomeriggio Malagò durante la visita alla sede del Coni provinciale in via dei Mille. Il presidente del Comitato olimpico nazionale, pur reduce da un intervento al ginocchio e in procinto di partire per Sochi, dove si svolgeranno i Giochi invernali («le mie prime Olimpiadi da quando sono stato eletto») ha voluto onorare l'impegno preso con la città. In via dei Mille si è raccomandato di far rimettere all'esterno la bella targa in marmo del Coni, spostata nel cortile interno, e si è complimentato in particolare con la Fipsas, la federazione pesca sportiva e attività subacquee che è la seconda in provincia per tesserati (dopo il calcio) e con un numero di iscritti rispetto alla popolazione che è doppio rispetto alla Lombardia e quadruplo del dato nazionale. «Molti non sanno che la Fipsas è la federazioni che in assoluto vince più titoli», ha spiegato Malagò, che poi ha anche sottolineato lo speciale rapporto con il coach di basket Attilio Caja (presente ieri), di cui ha ricordato i grandi successi con la Virtus Roma di cui lo stesso Malagò è stato presidente: «Lo volli io alla Virtus Roma, è il mio allenatore del cuore». ©RIPRODUZIONE RISERVATA