Broni, ex meccanico ucciso dall'amianto La città nel dolore

Garantire sicurezza e prosecuzione delle attività di bonifica, legate a Claudio Tedesi, in Provincia di Pavia. È quanto chiede il segretario provinciale del Pd, Alberto Lasagna, che ribadisce la preoccupazione del partito per i provvedimenti che hanno coinvolto il direttore generale di Asm Pavia e dei lavori alla Fibronit. «Come sempre rispettiamo l'importante lavoro degli inquirenti – dice Lasagna –, ma nel contempo occorre che le realtà locali dove l'ingegner Tedesi operava vengano messe in condizione di proseguire la loro attività. Penso al caso Fibronit, in quanto prioritaria è la messa in sicurezza e la bonifica delle aree e la salute dei cittadini oltre che la funzionalità dei servizi». Questa sera si riunirà il cda Broni-Stradella per decidere la sospensione o meno degli incarichi a Tedesi, riguardo ai lavori nella ex fabbrica. «L'unica cosa certa è che l'arresto di Tedesi allungherà l'iter della bonifica – dice il presidente Avani Silvio Mingrino – Spetta alla Procura accertare se i casi riferiti al Tedesi sono da ritenersi imputabili alla sua persona o anche al suo Studio. Qualora non fossero imputabili allo "Studio Tedesi",credo che l'ingegnere Beretta, che segue la bonifica della Fibronit, potrebbe continuarlo a fare». E ancora: «Credo che allo stato attuale avanzare richiesta di dimissioni del cda Broni-Stradella sia eccessivo,fuori luogo ed offensivo,(riferito al caso Fibronit ed all'arresto di Tedesi)considerando che a nessuno dei componenti del Cda è stato consegnato alcun avviso di garanzia. Certo se la procura decidesse di allargare le indagini, scoprendo responsabilità a carico di qualche componente del Cda Broni-Stradella a quel punto sarebbe diverso». di Donatella Zorzetto wBRONI Se n'è andato dopo una malattia durata quasi due anni, dal letto dell'hospice di Vescovera dove si trovava da circa due mesi. Ieri Broni ha dato l'addio a Bruno De Paoli, 73 anni, malato di asbestosi, l'ultima morte in ordine di tempo provocata dall'amianto, in una città in cui i colpiti ai polmoni dalla polvere maledetta sono moltissimi. Ieri mattina si sono celebrati i funerali nella chiesa di Santa Marta: c'erano la moglie Giuliana Scotti, 68 anni, e i figli Davide e Loris, odontotecnici noti in città. Anche Giuliana sta facendo i conti con la fibra d'amianto respirata quando abitava vicino alla Fibronit. «La nostra casa si trovava sulla circonvallazione, si affacciava sulla cementifera – spiega –. E anch'io ora ho le placche ai polmoni. Mio marito era in condizioni ancora più serie. Della sua malattia abbiamo saputo circa un anno e mezzo fa, ma non stava bene da due anni». «Mio marito faceva il meccanico e gli piaceva andare a caccia – prosegue Giuliana Scotti –. Era una persona cara, generosa, molto attenta agli altri. Lo dimostra il fatto che la chiesa per i funerali fosse piena di gente. Mi ha rincuorato il fatto che all'hospice l'abbiano curato bene: l'hanno seguito fino all'ultimo». La donna prosegue nel suo racconto: «Bruno lavorava alla "Map", officina meccanica di Broni. So che anche a lui qualche volta è capitato di trattare l'amianto. Quindi, quando in seguito agli esami gli avevano scoperto la malattia, gli era stata riconosciuta come malattia professionale. Questo era avvenuto circa sei mesi fa. Mio marito era arrabbiato, ultimamente ha sofferto tanto. La sua rabbia derivava soprattutto dal pensiero del futuro dei giovani, dei suoi figli. Perchè a Broni nessuno può stare al sicuro. Una volta della pericolosità dell'amianto non si sapeva nulla, e nessuno ci diceva niente. Al mattino, quando facevo i lavori di casa, spostavo le tende impregnate di polvere bianca. Era inutile lavarle: ogni due mesi eravamo costretti a cambiarle. Nella nostra ingenuità pensavamo che fossero sporche di polvere di cemento, nulla di più. Eravamo giovani, e poi di queste cose non si parlava». «Di amianto sono morte anche tante persone che conoscevamo – conclude Giuliana Scotti –. In questi vent'anni abbiamo capito. Certo, a noi prima d'ora non era toccato, e la malattia fuori casa non si comprende fino a quando non ti tocca. Cosa bisognerebbe fare? Broni fa poco rumore, dovrebbe alzare la voce». Alla famiglia De Paoli sono arrivate anche le condoglianze dell'Avani. «Un altro cittadino di Broni ci ha lasciato per colpa dell'amianto e di chi non ha tutelato la salute pubblica», ha detto il presidente Silvio Mingrino. ©RIPRODUZIONE RISERVATA