Dovrà iniziare a funzionare entro tre anni e smaltirà 44mila tonnellate ogni 12 mesi

Il biodigestore è un impianto che produce energia utilizzando biomassa vegetale. «Questo progetto in particolare – spiega Giorgio Giacobbe , presidente di Asga – smaltirà principalmente la parte umida dei rifiuti urbani, poi rifiuti verdi da sfalcio e sottoprodotti alimentari. Le emissioni saranno praticamente azzerate perchè parte del gas combustibile derivante da fermentazione serve per produrre energia e le emissioni per noi costituirebbero uno spreco di energia». L'autorizzazione della Provincia pone prescrizioni e impone controlli specialmente per quanto riguarda le emissioni e gli strumenti di verifica. Alla base del progetto, c'è anche la necessità di un potenziamento della raccolta differenziata. L'impianto sorgerà su una superficie di 25mila metri quadri che l'Asga dovrà acquisire dal Comune. Dopo l'autorizzazione, la società avrà un anno di tempo per iniziare i lavori ed entro tre anni il biodigestiore dovrà entrare in funzione. Sono previste due linee di produzione distinte che entreranno in funzione in tempi diversi. La capacità massima sarà di 44mila tonnellate l'anno di rifiuti smaltiti: 19mila di organico, 10mila di frazione organica di rifiuti solidi urbani, 7mila di altri rifiuti organici, 8mila di verde. Il punto è poi anche trovare i 7 millioni di euro necessari e, a questo proposito, sono stati avviati contatti con alcuni gruppi bancari.