Sannazzaro, pochi aiuti Appello Caritas ai fedeli
SANNAZZARO Un Sos dai volontari della Caritas parrocchiale: «I nostri scaffali sono semivuoti. Abbiamo bisogno dell'aiuto di tutti. Per l'ultima tornata di distribuzione dei pacchi alimentari, avvenuta il 23 scorso, abbiamo preparato delle borse ancora accettabili grazie ad acquisti diretti effettuati con alcune offerte. Per la distribuzione di giovedì 6 febbraio gli scaffali della nostra Caritas saranno vuoti. La gente di buona volontà ci aiuti». L'appello dei volontari trova riscontro in una situazione oggettiva che il presidente della Caritas locale, il parroco don Gianluca Zagarese, così descrive: «Si sono radicalmente azzerati i sistemi distributivi di generi alimentari di prima necessità che venivano erogati da Agea, l'agenzia europea per l'aiuto alimentare. Oggi Agea non distribuisce più nulla alla Fondazione del Banco Alimentare, con sede a Muggiò, dove la Caritas attinge. La nostra ultima spedizione a Muggiò per ritirare gli alimenti da destinare alle famiglie bisognose ha dato frutti preoccupanti: niente pasta, niente zucchero, poco latte. Ed i nostri scaffali si stanno ora svuotando». Caritas Sannazzaro assiste mediamente dalle 45 alle 55 famiglie con l'assegnazione di due pacchi alimentari mensili. Il numero di famiglie bisognose che hanno bussato alla porta della Caritas di piazza Battisti, dopo una crescita vertiginosa degli ultimi dieci mesi, pare ora assetato; ma la coperta è diventata troppo corta per la mancanza di materia prima da distribuire. Don Zagarese, dopo l'appello, lancia anche una proposta: chiedere alle cinquecento persone che mediamente frequentano le messe festive a Sannazzaro di rispondere con responsabilità a questa impellente necessità. «Inviterò i fedeli a un lavoro solidale di squadra. La messa domenicale potrà essere l'occasione ideale perché ognuno, seguendo le indicazioni della Caritas in materia di generi da offrire, porti all'altare un genere alimentare a lunga conservazione; un alimento domenicale, certamente poco oneroso, come latte, conserve, zucchero, pasta, riso. Davanti l'altare di Sant'Antonio, in chiesa, c'è un cesto entro cui posare un alimento. Si compirà così un gesto di vera fraternità». Ma don Zagarese va oltre: «Si dovrà creare un sistema tale da dare continuità alla nostra raccolta. Ci vorrà metodo duraturo perché il problema della Caritas di oggi sarà sempre più un problema per il futuro. E domenica prossima, alle messe festive, ne cominceremo a parlare». Paolo Calvi