Piano per lo sviluppo unisce sindacati e Confindustria
di Linda Lucini wPAVIA Il primo passo è stato fatto ieri, ma la strada intrapresa è lunga. Come difficile è la scommessa che sindacati e Confindustria hanno lanciato: mettere le basi per un piano di sviluppo della provincia di Pavia. Un piano che come primo punto metta un freno ai dati negativi che investono il territorio: dalla disoccupazione raddoppiata negli ultimi 5 anni (con 58.192 senza lavoro) alla produzione industriale in continuo calo, alla "ripresina" che il resto della Lombardia aggancia e Pavia non sfiora per nulla. Ma l'impegno che hanno preso ieri sindacati e Confindustria va vuol andare oltre «perchè senza sviluppo del territorio non c'è lavoro». Entrambe le parti ieri hanno schierato i massimi vertici: sia i sindacati, intervenuti con i segretari provinciali Gianfranco Urrata (Uil) Roberto Losio (Cgil) e Carlo Gerla (Uil), sia Confindustria presente con il presidente Alberto Cazzani,con il direttore Francesco Caracciolo, con il delegato alle relazioni industriali Giulio Bergaglio e con il dirigente Andrea Viola. Due ore di incontro e alla fine le dichiarazioni di tutti sono caute, ma piene di soddisfazione. «E' stato un incontro cordiale – dice Cazzani – Oggi abbiamo deciso un metodo per procedere e c'è stato accordo totale. Il metodo è quello di lavorare insieme e non contro capendo che oggi gli obiettivi sono comuni, Vogliamo una partita aperta al massimo alla discussione, senza pregiudizi. Non abbiamo ricette da dare, anche se idee ne abbiamo. In tutto ciò vogliamo il coinvolgimento di tutte le realtà produttive, con un imprimatur che deve venire anche dalla Camera di commercio». Cazzani parla anche di un lavoro da fare insieme alle istituzioni e alle altre importanti realtà del territorio, «l'università in primo luogo». «E' stato un incontro importantissimo e utile – dice Gerla – C'è stata condivisione da parte di tutti di voler lavorare su nuove relazioni industriali». «Si è condiviso un interesse reciproco sul bisogno di ragionare insieme sullo sviluppo del territorio, a cominciare dalla salvaguardia dell'esistente che ha bisogno di un forte sostegno». «Il concetto importante – dice Urrata – é che la salvaguardia di per sè non è sufficiente e vedere se sono possibili ragionamenti per uno sviluppo economico, produttivo e sociale è una grande scommessa. Vedremo se sono dichiarazioni o se sono intenzioni. Le relazioni diventano buone quando producono e la questione sta proprio nell'individuare azioni attraverso le quali il territorio può risvegliarsi, ammodernarsi e svilupparsi. Poi su come, dove e quando, lo vedremo in seguito». «Comunque si è respirata aria nuova e in questo c'è soddisfazione», conclude Gerla. «Abbiamo due percorsi uno con le categorie produttive – dice Bergaglio – e un altro sulle relazioni industriali. Entrambi hanno l'obiettivo comune dello sviluppo del territorio». E ora si va avanti: il prossimo incontro tra Confindustria a sindacati è già stato fissato per il 10 febbraio (ore 10).