Stampava assegni falsi per acquisti

PAVIA Stampava assegni falsi e saldava il conto di acquisti di materiale tecnologico. A. L., un 32 enne che abita a Pavia al Vallone in via Genova, è stato scoperto dai carabinieri ed è stato segnalato alla magistratura. Dovrà rispondere alle accuse di truffa, sostituzione di persona e falsità in scrittura privata. Adesso rischia una pesante condanna oltre a dover saldare i conti di tutti gli acquisti effettuati. I militari della compagnia di Pavia hanno sequestrato sette assegni, una stampante e un telefono cellulare. Ecco la ricostruzione della vicenda. L'uomo, che di professione è un artigiano, aveva installato una vera stamperia clandestina nella sua abitazione. In pratica aveva inserito un programma particolare nel computer con il quale stampava assegni di diverse banche. La carta usata era normale perchè per gli assegni, al contrario di quello che succede per le banconote, non ne è prevista una particolare. Poi acquistava smartphone, cellulari e altri prodotti tecnologici. Acquisti che venivano effettuati sempre con nomi e recapiti diversi. In particolare A. L. aveva il numero di cellulare dei corrieri che dovevano consegnare i prodotti. L'artigiano sapeva quando stavano arrivando e lo aspettava vicino all'ingresso di un palazzo sempre diverso. Firmava il contrassegno con nomi fasulli e ritirava la merce che aveva ordinato. Un giochetto che è proseguito per diverso tempo. Ma non ha fatto i conti con i carabinieri del capitano Gennaro Cassese. Lui, infatti, rivendeva cellulari e smartphone a prezzi scontati e i militari sono stati informati di un «giro» di merce ricettata al Vallone. Hanno eseguito un appostamento e hanno sorpreso un giovane cinese che usciva dall'abitazione di via Genova con uno smartphone del valore di 600 euro che aveva pagato un terzo del valore. Lo hanno sequestrato e hanno denunciato il cliente per ricettazione. Poi hanno perquisito l'appartamento. Qui hanno trovato assegni e stampante.(a. a.)