Caso De Girolamo Letta ha accettato le dimissioni
di Maria Berlinguer wROMA Enrico Letta accetta le dimissioni della De Girolamo e, in attesa del rimpasto, assume l'interim del ministero delle Politiche agricole. Il premier, non preavvertito domenica sera della decisione del suo ministro di gettare la spugna, non drammatizza il gesto dell'esponente alfaniana ma è costretto a rinviare l'incontro con i sottosegretari del dicastero per impegni urgenti. Ma il sangue freddo del premier non placa le polemiche nè le indiscrezioni sul futuro dell'ormai ex ministro. Tornerà in Forza Italia o accetterà la proposta di Angelino Alfano di diventare segretaria del Nuovo centrodestra? E ancora ha dato le dimissioni per anticipare l'iscrizione nel registro degli indagati nell'inchiesta sugli appalti nella Asl di Benevento? Per ora Nunzia De Girolamo tace. Quello che aveva da dire lo ha scritto nella secca nota con la quale domenica sera ha annunciato di lasciare la poltrona di ministro: «Me ne vado perché il governo non ha difeso la mia dignità sapendo che non ho fatto niente di male». Il destinatario dell'accusa non sarebbe solo Letta, ma anche Angelino Alfano. «Ho cercato di convincerla a non dimettersi ma ha la testa dura», ha detto Alfano che, a differenza di Letta, la ministra ha chiamato domenica sera prima di dare alle agenzie la notizia delle dimissioni. Quanto all'iscrizione nel registro degli indagati, i legali dell'ormai ex ministro smentiscono la notizia, che per altro non trova conferma neanche negli ambienti giudiziari. Sul suo futuro invece la De Girolamo non avrebbe ancora deciso nulla. Renato Schifani esclude un suo ritorno in Forza Italia. «Resterà con noi, l'abbiamo sempre difesa», assicura l'ex presidente del Senato, ora capogruppo di Ncd. «Non ci sono porte girevoli» mette le mani avanti anche il forzista Paolo Romani. Ma, malgrado l'opposizione della fidanzata Francesca Pascale, il Cavaliere non sarebbe affatto contrario a «perdonare» a Nunzia il tradimento. Il suo ritorno a «casa» sarebbe per Berlusconi la dimostrazione più tangibile del fallimento dell'operazione messa in piedi dall'ex delfino. A mettersi di traverso però ci sono tutti i falchi di Forza Italia e c'è soprattutto la Pascale. L'ex amica della parlamentare di Benevento ha infatti fatto sapere di non sponsorizzare affatto il ritorno in Forza Italia della De Girolamo che, a suo dire, tradendo Berlusconi si sarebbe comportata peggio di Gianfranco Fini. Le dimissioni della De Girolamo in ogni caso apriranno le danze per l'atteso rimpasto di governo. Per la poltrona di ministro dell'Agricoltura circolano diversi nomi di uomini vicini a Matteo Renzi. Ma il segretario del Pd si chiama fuori. «Non partecipiamo a discussioni da prima Repubblica, è una questione che riguarda il presidente del Consiglio», conferma il sindaco di Firenze. Tuttavia il toto nomine impazza e continua a coinvolgere personalità legate a lui come Oscar Farinetti, l'imprenditore che ha creato Eataly. Non è da escludere però che Letta possa optare per una soluzione interna, promuovendo il sottosegretario all'Agricoltura, Martina che tra l'altro ha la delega per l'Expo, o l'altro sottosegretario Castiglione che ha apprezzato le dimissioni del ministro: «E' un gesto di dignità e generosità». In corsa per la poltrona ci sarebbe anche Bruno Tabacci. E fra i nomi che circolano anche quello dell'ex ministro Mario Catania. ©RIPRODUZIONE RISERVATA