Vigevano, 38enne partorisce in acqua Novità in ospedale

di Denis Artioli wVIGEVANO Beatrice è nata sabato, alle 19.38, in acqua, nella vasca del reparto di Ostetricia dell'ospedale civile di Vigevano. E' stato il primo parto in acqua del 2014 e uno dei pochissimi avvenuti finora con le stesse modalità all'ospedale, dal mese di maggio 2013, da quando cioè è stata offerta anche questa possibilità alle gestanti. «Beatrice pesa 3,480 chili – racconta, orgoglioso, il papà, Nunzio Parisi, 36 anni, operaio – ed è lunga 53 centimetri». La mamma, Simona Ferrari, 38 anni, arrivata alla terza gravidanza, ha deciso di affrontare la fase del travaglio in modo dolce. «E' andato tutto bene – spiega il papà – la bambina sta bene, mia moglie anche, e ringrazio tutta l'equìpe del reparto di Ostetricia e Ginecologia dell'ospedale di Vigevano. E' stata un'esperienza incredibile». Nunzio Parisi mostra anche le fotografie che ha scattato durante il parto della moglie e ricorda, secondo dopo secondo, quegli intensi attimi emozionanti. «Inizialmente mia moglie era orientata verso il parto con l'anestesia peridurale, per non sentire dolore – dice Nunzio Parisi – poi le hanno illustrato le varie possibilità messe a disposizione dall'ospedale e ha deciso di affrontare il travaglio in acqua, seguita costantemente dall'ostetrica Giovanna Vezzoso. Oltre a lei, erano presenti la ginecologa Valeria Martinelli e la pediatra Cosima Capodieci: le ringrazio per la professionalità che hanno dimostrato. Mia moglie mi ha detto che prima di immergersi in acqua soffriva molto per le contrazioni, ma quando è entrata nella vasca si è rilassata e, dopo pochissimi minuti, è nata Beatrice, nell'acqua, e l'ostetrica l'ha presa e sollevata: è stata davvero questione di pochi attimi». Nunzio e Simona hanno già due figli, due maschietti di 4 e 3 anni: «Anche Marco e Davide sono nati all'ospedale di Vigevano, entrambi con il parto naturale – ricorda il papà –. Allora, però, non c'era la vasca nel reparto di Ostetricia, altrimenti, forse, sarebbero nati anche loro nell'acqua come Beatrice». Il primario del reparto di Ostetricia, Filippo Biffignandi, spiega: «La sala parto con la vasca è stata inaugurata da pochi mesi in ospedale e l'avvio di questa novità ha comunque richiesto una formazione adeguata del personale. Per cui, finora, sono stati pochi i "parti in acqua" e quello di sabato è stato il primo di quest'anno. Noto che tra le mamme si sta diffondendo interesse per il travaglio in acqua, che avviene alla temperatura corporea di 36-37 gradi, e attenua molto il dolore. Inoltre, il bambino nasce praticamente nell'ambiente in cui è cresciuto per nove mesi». E' una scelta che, però, non tutte le gestanti possono compiere. «Ogni caso va valutato a parte – spiega il dottor Biffignandi – ad esempio, le membrane devono essere integre quando la donna si immerge nella vasca. Però è una tecnica che può rappresentare un'alternativa alla peridurale: è un po' come farsi un bel bagno caldo, con idromassaggio, quando si è stanchi, affaticati e tesi, è rilassante». @denis_artioli ©RIPRODUZIONE RISERVATA