Cnao, 3 milioni per 150 malati di cancro

Il presidente del Cnao a novembre aveva lanciato un grido di dolore: «Il tempo stringe e abbiamo ancora 9 milioni e mezzo di euro di debiti da saldare. Non abbandonateci, qui lavorano 110 persone, tutti giovani, età media 37 anni, un know how che i Paesi stranieri ci invidiano. Ma abbiamo bisogno di partire al più presto e di incamerare risorse». La "experimental room" in cui si fa ricerca e sviluppo, ad esempio sulla sincronizzazione del fascio di particelle con il respiro per la cura dei tumori addominali non è ancora finita: «Siamo indietro, servono risorse», dice Borloni. Il Cnao è costato 135 milioni di euro («A Lione in Francia, hanno stimato 250 milioni per un centro simile», spiegano dal Cnao). E dal ministero si attendono ancora i 37 milioni di un accordo di due anni fa, soldi con cui si doveva terminare la struttura e pagare la ricerca: «Non è ancora avvenuto il versamento e dunque siamo in difficoltà a pagare i fornitori. Stiamo lavorando con Regione e Ministero per risolvere il problema», afferma il presidente. Intanto il centro dovrà restituire alla Banca Europea di Investimento con un mutuo ventennale un prestito di 40 milioni di euro. di Anna Ghezzi wPAVIA «Pagheremo le cure ai pazienti lombardi, abbiamo stanziato tre milioni di euro per il 2014. Il vostro lavoro è motivo di orgoglio»: il vice presidente e assessore alla salute della Regione Lombardia Mario Mantovani lo ha annunciato ai 110 dipendenti del Centro nazionale di adroterapia oncologica dopo la visita di un'ora e mezzo al centro. Dal primo gennaio il Cnao è uscito infatti dalla fase di sperimentazione cominciata nel 2011 che ha coinvolto 181 pazienti, e sono cominciati i trattamenti veri e propri. La Lombardia ha dunque stabilito le tariffe da rimborsare per ogni paziente (12mila, 18mila e 24mila euro) e la soglia di spesa 2014: «Cureremo almeno 150 pazienti lombardi – spiega il presidente Erminio Borloni – che corrispondono al 23% circa del totale. Ma l'obiettivo 2014 è fornire terapie a 600 pazienti oncologici e occorre che le tariffe valgano per tutte le regioni in modo da non dover trattare, ogni volta, con l'Asl di provenienza del malato per ottenere il pagamento. Aspettiamo che il ministero approvi il tariffario unico di compensazione». Mantovani si è impegnato perché il trattamento di adroterapia oncologica offerto dal Cnao sia inserito nei "livelli essenziali di assistenza" in modo che l'accesso sia garantito ai pazienti di tutta Italia e ha confermato lo stanziamento di tre milioni di euro da parte del Governo («Dovevano essere cinque», commenta Borloni) e la speranza di ottenere altri finanziamenti in conferenza Stato-Regioni. «Mi farò promotore di un incontro con le direzioni generali di tutti gli ospedali e gli assessori regionali per diffondere le possibilità di cura offerte qui – ha spiegato Mantovani – Durante Expo organizzeremo convegni mondiali per far conoscere la sanità lombarda nei 135 paesi partecipanti, il Cnao ci sarà». Mantovani ha visitato con il direttore generale Sandro Rossi e il direttore scientifico Roberto Orecchia il sincrotrone, il sofisticato acceleratore di particelle nucleari progettato e costruito da tecnici del Cnao che spara fasci di particelle nucleari a 30mila chilometri al secondo e calibra la velocità a seconda della profondità del tumore da colpire, per non danneggiare altri organi e tessuti. «Non si tratta di una terapia miracolosa – ha specificato Orecchia – ma indicata in particolari condizioni, come tumori del cranio, del rachide, del distretto pelvico, delle prime vie aerodigestive, della prostata.Ora puntiamo al trattamento dei tumori pediatrici, del bulbo oculare e dell'addome». Pavia, dopo Usa, Germania e Giappone, è il quarto centro al mondo e al mondo guarda: la Norvegia ha proposto una convenzione per inviare 50/100 pazienti all'anno a Pavia, la Francia per 150 pazienti in 3 anni che necessitano di cure lì non disponibili. «Austria, Croazia, Arabia, Corea del Sud e Usa hanno chiesto la nostra collaborazione per la costruzione di centri – afferma Rossi – commesse per centinaia di milioni di euro e lavoro per le 400 aziende che ci hanno fornito i componenti per il nostro macchinario. Con l'istituto nazionale di sanità costruiremo una squadra».