Piano Electrolux: salari dimezzati

di Vindice Lecis wROMA Stipendi dimezzati, eliminazione quasi totale dei premi aziendali, blocco dei pagamenti delle festività. E ancora: taglio di metà dei permessi sindacali, niente più scatti di anzianità e riduzione delle pause. L'Electrolux per i quattro stabilimenti italiani vuole adottare il modello polacco, a partire dal drastico taglio dei salari. Nell'incontro con le organizzazioni sindacali svoltosi a Mestre, ha presentato una cura con una minaccia: prendere questo programma o si rischiano gli stabilimenti di Susegana, Porcia, Solaro e Forlì. I sindacati sono già sul piede di guerra e si preparano a una durissima mobilitazione per contestare la proposta del gruppo che punta a ridurre dagli attuali 24 euro di costo orario, 3-5 euro medi così da ridurre il gap con il costo del lavoro in Polonia, dove gli operai Electrolux percepiscono 7 euro l'ora. Il gruppo svedese, riferiscono i sindacati e la Rsu, avrebbe minacciato in caso contrario il blocco degli investimenti previsti. Per lo stabilimento di Porcia (Pordenone) in realtà, confermano i rappresentanti sindacali aziendali, non c'è un piano industriale. Di fatto il costo di produzione delle lavatrici sommato al costo orario del lavoro complessivo sarebbero tali da non permettere per Porcia una progettazione. Nel piano lacrime e sangue dell'azienda, a fronte degli attuali 24 euro l'ora per lavoratore, si vorrebbe tagliare di 3,20 a Solaro, 3 a Forlì e 5,20 a Susegana. Per Porcia il taglio sarebbe stimato in 7,50 euro l'ora ma il costo del prodotto finito graverebbe di 30 euro a pezzo, mandando fuori mercato la produzione. A rischio anche lo stabilimento polacco vittima, a sua volta, della forte concorrenza asiatica di Samsung e Lg. Oggi si terranno assemblee negli stabilimenti e non è esclusa una giornata di sciopero. I delegati e le Rsu lamentano di aver atteso «invano un confronto con il ministro Zanonato» e hanno dunque deciso di rivolgersi al premier Letta «perché l'Eletrolux per sbarcare in Italia ha usato soldi degli italiani e ora per guardare ad Est utilizza i fondi Ue che in parte sono sempre nostri». Il ministro Zanonato a sua volta ha ammesso che i prodotti italiani dell'elettrodomestico «sono di notevole qualità ma risentono di costi produttivi superiori a quelli dei nostri concorrenti». La presidente del Friuli Venezia Giulia, Serracchiani chiede al governo di «non restare inerte». ©RIPRODUZIONE RISERVATA