Letta pronto al rilancio, settimana cruciale
ROMA L'avvio del piano di privatizzazioni e di quello che dovrà portare al taglio della tassazione sul lavoro: sono i primi tangibili risultati che Enrico Letta può già mettere all'attivo della rinnovata azione di governo. Due tasselli che rientrano a pieno titolo nel piano di rilancio dell'iniziativa dell'esecutivo a cui il premier lavora a pieno ritmo in attesa dei primi risultati sulla riforma elettorale, ormai incardinata in Parlamento. Solo dopo l'ok parlamentare e, soprattutto, solo dopo che anche il Pd avrà messo nero su bianco le sue proposte da inserire nel patto di coalizione, Letta potrà tirare le somme anche su Impegno 2014. E, si ripete a Palazzo Chigi, avviare anche il ragionamento sulla squadra di governo con gli eventuali «innesti» che serviranno a rafforzare l'attuazione del programma. «Con la decisione del Consiglio dei ministri inizia la riduzione delle tasse sul lavoro» ha sottolineato ieri in un tweet il premier che ha passato il sabato a Palazzo Chigi proprio per preparare il confronto che avrà mercoledì con la Commissione europea. Un vertice in cui Letta potrà comunque illustrare quello che è il suo piano di interventi finalizzati a sbloccare il percorso di crescita del Paese. Al presidente Josè Barroso e al collegio di commissari europei Letta illustrerà anche quelle che saranno le linee guida che intende seguire in vista del semestre italiano. Ma sono sopratutto i provvedimenti presi nel Consiglio dei ministri di due giorni fa che serviranno a dare la misura di un Paese che non resta appeso alle intese che stanno maturando tra i partiti. La pausa del fine settimana ha segnato intanto una tregua al tira e molla tra premier e segretario del Pd, stigmatizzato anche da Fabrizio Cicchitto («Renzi non può esercitare uno "stop and go" permanente»). Letta tace e lascia correre sulle speculazioni nate dopo le sue dichiarazioni sulle preferenze e conflitto d'interesse. Mentre la diplomazia del partito lavora a possibili modifiche sulla proposta elettorale, è tuttavia il responsabile economico di Renzi, Yoram Gutgeld, a tirarlo per la giacchetta. «Il governo Letta deve cambiare marcia, i suoi primi mesi di vita sono stati ostacolati da emergenze, ma adesso occorre cambiare passo» anche «con una compagine di governo più stabile». Il ministro dello Sviluppo, Zanonato, intervistato da alcuni quotidiani si dice anche pronto a farsi da parte una volta «chiariti gli obiettivi» da raggiungere.